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Comune e Mps: patto sui derivati, cala il sipario sulla causa. Palazzo Pubblico restituisce 1,5 milioni alla Banca e ne trattiene 7

Comune e Mps: patto sui derivati, cala il sipario sulla causa. Palazzo Pubblico restituisce 1,5 milioni alla Banca e ne trattiene 7
  • PubblicatoLuglio 9, 2026

Cinque anni di carte bollate, una sentenza da oltre otto milioni di euro e un ricorso ancora pendente in Corte d’Appello. Adesso, però, Comune di Siena e Banca Monte dei Paschi hanno deciso di chiudere la partita. È stato infatti raggiunto un accordo transattivo che mette definitivamente fine alla lunga controversia sul contratto derivato “swap” sottoscritto nel 2005, evitando così che sia la Corte d’Appello di Firenze a pronunciarsi nel merito.

La vicenda nasce nel 2021, quando il Comune decise di citare in giudizio Mps sostenendo di aver subito un rilevante danno economico a causa del contratto derivato stipulato nel 2005 per la copertura del rischio sui tassi di interesse. Secondo l’amministrazione, alla base del contenzioso vi sarebbero stati costi impliciti che non sarebbero stati adeguatamente comunicati all’ente al momento della sottoscrizione.

Nel maggio 2024 il Tribunale di Siena aveva dichiarato nullo il contratto, condannando la banca a restituire al Comune oltre 8,6 milioni di euro, tra capitale, interessi e spese legali. Mps aveva però impugnato la decisione davanti alla Corte d’Appello di Firenze, dove il procedimento era ancora aperto.

Ora arriva la svolta. L’intesa raggiunta prevede che il Comune restituisca a Monte dei Paschi 1,5 milioni di euro, trattenendo quindi oltre sette milioni già incassati. In cambio, le due parti rinunciano definitivamente a qualsiasi ulteriore pretesa reciproca, chiudendo ogni contenzioso relativo sia allo swap del 2005 sia alla precedente operazione del 2002.

L’accordo stabilisce inoltre un altro punto importante: il contratto derivato del 2005 viene definitivamente estinto, senza ulteriori oneri per il Comune. Sarà la banca a provvedere alla cancellazione dello swap dai propri registri secondo le procedure interne.

Dal punto di vista processuale, Comune e Mps presenteranno congiuntamente alla Corte d’Appello un’istanza per dichiarare cessata la materia del contendere, chiedendo anche la compensazione delle spese del secondo grado di giudizio. In questo modo si chiude una delle più rilevanti controversie economico-finanziarie che negli ultimi anni hanno visto contrapposti Palazzo Pubblico e Rocca Salimbeni, mettendo fine a una vicenda iniziata oltre vent’anni fa con la sottoscrizione dei contratti derivati e approdata in tribunale nel 2021.

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Redazione