Trasporto scolastico, le famiglie del plesso Jacopo della Quercia: “Viaggi fino a un’ora per pochi chilometri”
Le famiglie degli alunni del plesso Jacopo della Quercia intendono portare all’attenzione della cittadinanza e delle istituzioni una situazione che sta creando disagio a numerosi nuclei familiari. Al centro della segnalazione, i tempi di percorrenza del viaggio di ritorno da scuola, che in alcuni casi arriverebbero a sfiorare un’ora per tragitti di appena 6-7 chilometri.
“I ragazzi che usufruiscono del trasporto scolastico affrontano, nel viaggio di ritorno da scuola, tempi di percorrenza che arrivano in alcuni casi a quasi un’ora, per un tragitto di appena 6-7 km. Un tempo particolarmente gravoso per gli studenti, soprattutto i più piccoli della primaria, che dopo una giornata di lezioni devono trascorrere un ulteriore, lungo periodo sui mezzi prima di arrivare a casa. Si tratta di un tempo che incide sull’equilibrio della giornata dei bambini e dei ragazzi: meno spazio per lo studio e difficoltà organizzative per le famiglie, senza considerare che per gli studenti delle medie significa pranzare a metà pomeriggio, un orario poco compatibile con un’alimentazione regolare ed equilibrata”, si legge in un documento scritto dai genitori degli alunni.
Le famiglie segnalano “di aver appreso le nuove modalità del servizio solo quando gli orari erano già stati definiti e le richieste di trasporto erano state presentate, con i relativi moduli già compilati. Questo ha impedito di valutare in anticipo se il servizio assegnato fosse compatibile con le esigenze dei figli e con l’organizzazione familiare”.
In un’ottica di collaborazione, le famiglie chiedono quindi all’Amministrazione comunale e agli enti competenti “di verificare concretamente tratte, orari e tempi di percorrenza, valutando possibili soluzioni per ridurre sensibilmente la durata dei viaggi, attraverso una revisione degli itinerari o una diversa organizzazione delle corse, prevedendone anche un aumento qualora necessario”.
Allo stesso tempo, auspicano “l’apertura di un tavolo di confronto che permetta di individuare insieme le soluzioni più adeguate e di condividere in anticipo eventuali future modifiche al servizio”.
“Un servizio pubblico rivolto agli studenti deve tenere conto non solo delle esigenze tecniche e logistiche, ma anche del diritto di bambini e ragazzi a un rientro da scuola sostenibile e adeguato alla loro età”, conclude il documento.

