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Mps, Intesa accelera: chiusura dell’offerta tra dicembre e gennaio

Mps, Intesa accelera: chiusura dell’offerta tra dicembre e gennaio
  • PubblicatoNovembre 3, 2026

Il conto alla rovescia per il futuro del Monte dei Paschi di Siena è cominciato. L’offerta di Intesa Sanpaolo sulla banca senese dovrebbe partire a novembre, con il regolamento dell’operazione previsto tra dicembre 2026 e gennaio 2027. Poi sarà la volta di Mediobanca, sulla quale il gruppo guidato da Carlo Messina intende lanciare un’offerta obbligatoria per arrivare al pieno controllo e avviare l’integrazione.

È la tabella di marcia illustrata dall’amministratore delegato durante la presentazione dei conti dei primi nove mesi dell’anno. Un percorso che, nelle intenzioni di Intesa, ridisegnerà gli equilibri del sistema bancario italiano e avrà conseguenze dirette su Siena, dove sono stati annunciati un polo tecnologico, strutture centrali, una direzione commerciale e maggiori finanziamenti al territorio.

“La nostra offerta su Monte dei Paschi di Siena è in linea con la tabella di marcia. Abbiamo già ricevuto tutte le approvazioni da parte delle autorità di vigilanza di settore competenti, inclusa la Bce e l’Ivass”, ha dichiarato Messina durante la conference call con gli analisti.

Il calendario prevede l’approvazione del documento d’offerta da parte della Consob e l’apertura del periodo di adesione nel corso di novembre. Il regolamento è atteso tra dicembre e gennaio, mentre restano in corso le procedure relative all’Antitrust e al Golden Power, che secondo quanto comunicato dal gruppo non impediscono l’avvio dell’offerta. Le autorizzazioni settoriali necessarie all’acquisizione del controllo del Monte, invece, sono già state ottenute.

A rafforzare la fiducia di Messina è arrivato anche il voto dell’assemblea Mps del 29 ottobre, che ha respinto le proposte del management, comprese le operazioni straordinarie presentate dai vertici della banca.

“Gli azionisti di Mps di Siena hanno lanciato un messaggio chiarissimo votando nettamente contro le proposte del management, incluse le voci ordinarie all’ordine del giorno. Non abbiamo mai visto nulla del genere ed è indicativo del forte divario esistente tra gli azionisti e la direzione della banca”, ha affermato l’amministratore delegato di Intesa.

Una bocciatura che, nella sua lettura, conferma la validità dell’offerta. “L’esito dell’assemblea degli azionisti di Mps rafforza la nostra fiducia nel successo dell’operazione”, ha aggiunto, ribadendo la convinzione che la proposta rappresenti la soluzione migliore per Mps, Mediobanca e Intesa Sanpaolo.

Il gruppo ha nel frattempo migliorato le condizioni economiche dell’offerta. Il rapporto di cambio è stato aggiornato a 1,664 azioni Intesa per ogni azione Mps, per neutralizzare gli effetti dello stacco dell’acconto sul dividendo, mentre la componente in contanti è salita da un euro a 1,25 euro per azione del Monte. Il premio rispetto alle quotazioni del 5 giugno raggiunge così il 15,3%, contro il 12,5% previsto inizialmente.

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Redazione