Al Santa Maria della Scala torna “Xenos”, il festival di performance itineranti, site specific e realtà virtuale
Il Santa Maria della Scala, in collaborazione con il Comune di Siena, si prepara ad accogliere la terza edizione di XENOS festival di performance, il progetto internazionale dedicato ai linguaggi della performance contemporanea ideato da Cristiano Leone con la direzione artistica di Anna Lea Antolini, in programma venerdì 13 e sabato 14 novembre 2026 negli spazi del complesso museale senese.
XENOS – nato nel 2024 come progetto dedicato al rapporto tra chi ospita e chi è ospitato nell’ambito delle arti performative, e consolidatosi a livello internazionale nel 2025 con un’edizione dedicata alla potenza dello sguardo – torna nel 2026 focalizzandosi sul tema della relazione tra corpo e spazio, artista e spettatore, tra ciò che un luogo custodisce e ciò che continua a generare nel presente.
La terza edizione, tra performance itineranti, site specific e realtà virtuale ospita per la prima volta, il Centro Coreografico Nazionale / Aterballetto, realtà di riferimento assoluto per la creazione coreografica in Italia e unico Centro Coreografico Nazionale del Paese, con due progetti straordinari DANSITE, una selezione di esperienze in realtà virtuale dedicate al rapporto tra danza, tecnologia e patrimonio culturale; e MICRODANZE, un percorso itinerante affidato a coreografi di primo piano come Francesca Lattuada, Antonella Bertoni, Diego Tortelli e Philippe Kratz.
Per la prima volta a XENOS anche Marcos Morau, acclamato coreografo e regista spagnolo di fama mondiale che dopo i recenti successi tra Europa e Giappone, presenta con la sua compagnia La Veronal la performance site specific Testamento sulla relazione tra vita e morte, presenza e dissolvenza, fragilità e spiritualità a partire dal suo spettacolo creato nel 2024, Totentanz-Morgen ist die Frage opera che rilegge e attualizza la tradizionale danza macabra medievale e rinascimentale in chiave moderna.
XENOS continua con un’altra prima volta, quella di CATALOGO, progettato da Marco D’Agostin per Marta Ciappina in una versione itinerante e site specific per il Santa Maria della Scala. Tre diversi atti coreografici, disseminati nell’arco di una giornata, rimettono al centro il rapporto tra interprete e autore attraverso le firme di Emio Greco e Pieter C. Scholten,Sotterraneo, Francesca Pennini / CollettivO CineticO, restituendo al pubblico una riflessione originale sul gesto dell’addio, sulla relazione creativa e sul corpo come luogo di trasmissione.
XENOS 2026, dopo una collaborazione con le più importanti realtà musicali del territorio, coinvolge alcuni dei professionisti senesi in ambito performativo invitando il giovane Simone Cristofori vincitore del Talent di arti performative per giovani under 35 nel 2024, Irene Stracciati, Francesca Duranti e la Compagnia MOTUS con le coreografie di Simona Cieri per una riflessione tra connessioni e legami con un luogo a loro caro, la Corticella del terzo piano.
XENOS si conferma essere un’esperienza intensa attraverso la quale il Santa Maria della Scala, antico spazio di cura, di accoglienza e di attraversamento umano, si trasforma in corpo-luogo vivo e sensibile che non si limita a custodire il passato, ma si attiva come organismo d’esperienza, visione e ascolto, fondato sull’innata vocazione alla relazione.
La produzione esecutiva di XENOS festival di performance è affidata a Impersive, con il contributo di SI.GE.RI.CO spa e il supporto di Immagine studio.
Le dichiarazioni
Nicoletta Fabio, Sindaco di Siena
“Siena accoglie XENOS come un appuntamento di grande valore culturale, capace di mettere in dialogo arti performative, patrimonio storico e comunità. Il Santa Maria della Scala si conferma ancora una volta un luogo vivo, aperto alla sperimentazione e alla ricerca contemporanea, senza mai perdere il legame profondo con la propria identità. In questa edizione il tema della relazione assume un significato particolarmente importante, perché invita cittadini e visitatori a vivere gli spazi del museo in modo nuovo, intenso e partecipato. La danza, il linguaggio del corpo e anche le nuove tecnologie diventano strumenti per leggere il passato e immaginare il futuro. È proprio questa capacità di intrecciare memoria e contemporaneità a rendere Siena una città sempre più attenta alla qualità delle proposte culturali. Ringrazio tutti gli artisti, i curatori e i professionisti coinvolti per aver contribuito a costruire un’esperienza così originale e significativa. XENOS rappresenta un’occasione preziosa per rafforzare il ruolo di Siena come punto di riferimento nel panorama culturale nazionale e internazionale”.
Cristiano Leone, Presidente della Fondazione Antico Ospedale Santa Maria della Scala:
“Su ogni soglia, da sempre, c’è qualcuno che arriva e qualcuno che apre la porta. In greco una sola parola, xenos, indica entrambi, lo straniero che giunge e l’ospite che lo riceve, come se l’incontro li rendesse una cosa sola. Il Santa Maria della Scala è nato da questo gesto, e per secoli ha offerto riparo ai pellegrini della Via Francigena e cura ai malati. La performance vive soltanto nel tempo condiviso tra chi agisce e chi guarda. Accade una volta, e poi continua a esistere in chi era presente. Tra tutte le arti è la più vicina all’ospitalità, ed è per questo che abbiamo voluto far nascere il festival qui, nel luogo che dell’accoglienza ha fatto la propria vocazione più profonda. Quest’anno XENOS indaga la relazione, ciò che passa, invisibile, tra i corpi e le pietre che li accolgono. Nel percorso magistralmente disegnato da Anna Lea Antolini, i danzatori si avvicinano al pubblico fino quasi a sfiorarlo, e nel Pellegrinaio, dove per secoli si sono curati i corpi e accompagnati i morenti, Marcos Morau conduce gli spettatori fino alla soglia della morte”.
Anna Lea Antolini, Direttrice artistica di XENOS:
“Con l’edizione 2026, XENOS torna a interrogare il Santa Maria della Scala a partire da una parola chiave: relazione. Una relazione che si genera spontaneamente tra chi attraversa questo luogo e la sua materia viva – le sale, i passaggi, le opere, le altezze, i vuoti, le memorie che vi abitano. Il festival nasce proprio da questa capacità del Santa Maria della Scala di produrre appartenenza, di accogliere e allo stesso tempo di trasformare chi lo attraversa. Gli artisti invitati sono chiamati a compiere un viaggio intimo dentro il museo, prima ancora che a restituire un’opera al pubblico: un attraversamento personale, sensibile, che si traduce in legami, connessioni, prossimità, ascolti. Ne deriva una mappa plurale di esperienze, di sguardi e di presenze, tutte differenti e tutte legittime, che fanno della performance uno strumento per cogliere la complessità e la profondità dell’umano”.
PROGRAMMA
Venerdì 13 novembre e sabato 14 novembre 2026
DANSITE
Centro Coreografico Nazionale / Aterballetto
Ingresso libreria – IV livello
dalle 17.30 alle 20.00
DANSITE del CCN/Aterballetto è una nuova porta d’accesso ai luoghi della cultura che trasforma la performance dal vivo in un’esperienza in realtà virtuale. L’opera, nata e registrata in un luogo preciso, resta nel tempo e permette a ogni visitatore di riviverla proprio dove è stata creata. In questo senso, DANSITE propone una modalità innovativa di relazione tra danza, tecnologia e patrimonio: la realtà virtuale non sostituisce la visita, ma la arricchisce, riattivando spazi, storie e immaginari e coinvolgendo pubblici diversi.
A XENOS viene presentata una selezione di esperienze in realtà virtuale tratte dal progetto DANSITE del CCN/Aterballetto, scelta per la sua capacità di sviluppare, in forme differenti, il rapporto tra gesto, movimento, luoghi d’arte e tema della relazione.
AGOGIK | Rocchetta Mattei, Grizzana Morandi (BO)
Agogik indica le leggere oscillazioni del tempo che non figurano nella notazione. Rocchetta Mattei, architettura visionaria e stratificata, diventa il teatro di un rituale per due interpreti che sembrano incarnare i genius loci di uno spazio insieme laboratorio, rifugio e luogo di transito tra realtà e leggenda. La danza si muove sul confine tra materia viva e materia inerte, tra sospensione e metamorfosi.
Rocchetta Mattei – Grizzana Morandi (BO)
Il castello noto come Rocchetta Mattei deve il suo nome al conte Cesare Mattei (1809-1896), che lo fece edificare sulle rovine di una precedente fortificazione medievale. Trasformata nel tempo in un sorprendente intreccio di torri, scalinate monumentali, sale e ambienti ispirati a stili diversi – dal neomedievale al moresco, dal neorinascimentale al Liberty – la Rocchetta si presenta oggi come un luogo di forte potenza immaginativa e simbolica.
Crediti / Regia e coreografia Francesca Lattuada; musica In Nomine Lucis di Giacinto Scelsi; performer Vittoria Franchina e Jive Faury; sviluppo tecnologico, user experience design, riprese video, montaggio ed editing Impersive.
Durata: 5’38’’
Francesca Lattuada, artista eclettica e di profilo internazionale, si forma tra arti visive, teatro e danza, intrecciando nel proprio percorso influenze occidentali e orientali. Dopo il trasferimento in Francia, approfondisce la danza contemporanea e sviluppa un linguaggio fortemente personale, sospeso tra rigore formale, immaginazione scenica e raffinatezza visiva. Fondatrice della compagnia Festina Lente, ha firmato lavori che uniscono teatralità, simbolismo e ricerca sul corpo, affermandosi come una delle figure più originali della scena europea.
Frequenza | Palazzo Milzetti, Faenza (RA)
A Palazzo Milzetti la musica interrompe il silenzio notturno e innesca una trasformazione percettiva: un guardiano si lascia attraversare dal ritmo, mentre un’ombra femminile prende forma e la danza si fa progressivamente tensione, contrasto, slittamento tra sogno e minaccia. Frequenza costruisce così un breve racconto in movimento, sospeso tra attrazione e perturbazione.
Palazzo Milzetti – Faenza (RA)
Palazzo Milzetti è uno dei più significativi esempi di residenza neoclassica in Italia. Costruito tra la fine del Settecento e l’inizio dell’Ottocento per la nobile famiglia Milzetti, dal 2001 ospita il Museo Nazionale dell’età neoclassica in Romagna. I suoi ambienti, decorati da Felice Giani, compongono un itinerario di straordinaria eleganza, dove architettura, pittura e immaginario classico si fondono in una grande macchina scenica.
Crediti / Coreografia Dunja Jocić; sound designer Renger Koning; performer Alessia Giacomelli, Kiran Gezels; sviluppo tecnologico, user experience design, riprese video, montaggio ed editing Impersive.
Durata: 6’42’’
Dunja Jocić, coreografa e direttrice artistica di rilievo internazionale, vincitrice del premio VSCD Swan, ha sviluppato una scrittura coreografica intensa e visivamente incisiva, capace di intrecciare danza, narrazione cinematografica e riflessione sull’esperienza umana. La sua ricerca indaga temi come percezione, trasformazione e rapporto con la tecnologia, e si è affermata in importanti contesti europei sia sulla scena sia attraverso il cinema di danza.
Il Combattimento di Tancredi e Clorinda | Reggia di Colorno (PR)
Ispirato all’episodio tassiano della Gerusalemme liberata, Il Combattimento di Tancredi e Clorinda trasforma la Reggia di Colorno in un racconto in movimento. La lotta danzata tra i due protagonisti tragici riattiva, attraverso il corpo e la musica, una storia di amore, destino e conflitto all’interno delle architetture solenni della Reggia.
Reggia di Colorno (PR)
Nata nel XIV secolo come fortezza e trasformata nei secoli successivi in residenza ducale, la Reggia di Colorno è una delle più importanti dimore storiche dell’Italia settentrionale. Legata ai Sanseverino, ai Farnese, ai Borbone e a Maria Luigia d’Austria, conserva ancora oggi il fascino di una grande corte europea immersa nei suoi giardini alla francese.
Crediti / Regia e visual Fabio Cherstich; coreografia Philippe Kratz; musica Il Combattimento di Tancredi e Clorinda di Claudio Monteverdi; sound design Dirk Haubrich; danzatori Gador Lago Benito, Alberto Terribile; sviluppo tecnologico e user experience design Annalisa Mombelli (RE:LAB); riprese video ed editing Guido Acampa (Riot Studio).
Durata: 6’07’’
Philippe Kratz, coreografo tedesco formatosi tra Montréal e Berlino, ha danzato a lungo con Aterballetto prima di intraprendere un percorso autoriale riconosciuto a livello internazionale. Il suo lavoro si concentra sui processi di trasformazione, resilienza e ricomposizione, sviluppando un dialogo serrato con i performer. È stato più volte segnalato dalla critica tedesca come “one to watch” e nel 2020 ha ricevuto il premio Danza&Danza come miglior coreografo per cloud|materia.
Elsewhere | Castello di Brescia – Museo del Risorgimento “Leonessa d’Italia”
Elsewhere è un percorso coreografico attraverso gli spazi del Castello e del Museo del Risorgimento. Sei ambienti e quattro presenze danzanti accompagnano lo spettatore in un viaggio fatto di soglie, passaggi, aperture e mutamenti di prospettiva. Il castello si rivela così come organismo vivo, attraversato da un movimento che modifica il modo di guardare lo spazio e la città.
Castello di Brescia
Arroccato sul colle Cidneo, il Castello di Brescia è uno dei complessi fortificati più affascinanti d’Europa. Le sue strutture testimoniano le diverse dominazioni che hanno segnato la storia della città, mentre al suo interno il Museo del Risorgimento Leonessa d’Italia raccoglie opere, documenti e memorie legate alla lunga vicenda che condusse all’Unità italiana.
Crediti
Coreografia Lara Guidetti; sound design Marcello Gori; danzatori Gioele Cosentino, Vittoria Franchina, Kiran Gezels, Alessia Giacomelli; sviluppo tecnologico, user experience design, riprese video, montaggio ed editing Impersive.
Durata: 5’53’’
Lara Guidetti, formatasi tra danza e performing arts, è coreografa, regista e direttrice artistica della compagnia Sanpapié, da lei fondata nel 2008. La sua ricerca si muove tra scena, spazio urbano e processi partecipativi, con un’attenzione costante al rapporto tra corpo, comunità e architettura. Dal 2022 collabora anche con il CCN/Aterballetto come coreografa e curatrice di progetti site specific.
Venerdì 13 novembre 2026
MICRODANZE
Centro Coreografico Nazionale / Aterballetto
Performance itinerante con quattro atti performativi – IV piano
alle 18.00 e in replica alle 20.00
Eppur si muove
di Francesca Lattuada
Una danzatrice, avvolta nel raffinato costume di Bruno Fatalot, si mantiene in equilibrio su un barile-piedistallo accompagnata dall’Allegretto della Settima Sinfonia di Beethoven. La danza appare solenne, sospesa, quasi immobile, ma è attraversata da minimi scarti, vibrazioni, movimenti impercettibili. Come un albero secolare, il corpo custodisce una vita segreta e continua: il sangue che scorre, il cuore che pulsa. Ne emerge un rito di intensa essenzialità, tra sensualità e raccoglimento, presenza e dissolvenza.
Crediti / Coreografia Francesca Lattuada; musica Ludwig van Beethoven (Sinfonia n. 7, secondo movimento, Allegretto); costumi Bruno Fatalot; danzatrice Vittoria Franchina. Produzione Fondazione Nazionale della Danza / Aterballetto. Coproduzione Fondazione Palazzo Magnani.
Nell’ambito di An Ideal City, progetto di arte pubblica in partnership con Les Halles de Schaerbeek – Bruxelles e Greek National Opera – Atene, cofinanziato dal programma Creative Europe dell’Unione Europea.
Durata: 5’
Terra Piccola
di Antonella Bertoni
Nata da una riflessione sullo spazio come metafora di un presente che restringe orizzonti e possibilità, Terra Piccola concentra nel formato breve della MicroDanza un’energia fisica intensa e compressa. Il corpo si fa materia viva, attraversa terra, impulso, resistenza e apertura, interrogando ciò che dell’umano continua a restare anche dentro un orizzonte ridotto. La danza diventa così una geografia minima e insieme politica, attraversata da fragilità, slancio e trasformazione.
Crediti / Coreografia Antonella Bertoni; musica Kleintierschaukel – Kidz of Tibet (feat. Badau); danzatrice Estelle Bovay. Produzione Fondazione Nazionale della Danza / Aterballetto.
Durata: 10’
Antonella Bertoni, danzatrice e coreografa tra le figure più significative della scena italiana dagli anni Novanta, è cofondatrice della Compagnia Abbondanza/Bertoni, una delle realtà più riconosciute della danza contemporanea in Italia. La sua ricerca intreccia da anni corpo, drammaturgia e tensione poetica, in un lavoro che indaga identità, relazioni e fragilità dell’umano.
Soft P.
di Diego Tortelli
Soft P. è una danza per due corpi e per uno sguardo ravvicinato. Il pubblico è chiamato a osservare da vicino, entrando in una relazione diretta, quasi epidermica, con ciò che accade. Pensata per abitare spazi sempre diversi, l’azione trasforma luoghi non convenzionali attraverso la sensualità, la vulnerabilità e la prossimità dei corpi. Le frange dei costumi amplificano il gesto e ne prolungano l’energia nello spazio, fino a sfiorare idealmente chi guarda.
Crediti / Coreografia Diego Tortelli; musica Tindersticks; danzatori Matteo Fiorani, Veronica Galdo.
Produzione Fondazione Nazionale della Danza / Aterballetto.
Durata: 6’
Diego Tortelli, coreografo tra i più rilevanti della nuova scena europea, ha sviluppato un percorso internazionale tra compagnie, istituzioni e progetti che intrecciano danza, cinema, arti visive e moda. Dal 2018 collabora con il CCN/Aterballetto e negli ultimi anni ha consolidato una presenza sempre più forte nel panorama coreografico europeo. Nel 2026 è stato scelto come unico coreografo italiano e nominato Head of Choreography per la Cerimonia di Chiusura dei Giochi Olimpici Invernali di Milano Cortina.
An echo a wave
di Philippe Kratz
Il mare diventa qui metafora dell’eternità e della condizione umana: vasto, ipnotico, ininterrotto. Il Mediterraneo, spazio di attraversamenti, scambi, guerre, migrazioni e incontri, si traduce in movimento e affida a due corpi il compito di attraversare stati d’animo, contrasti, avvicinamenti e distanze. La danza restituisce così il moto continuo delle onde, come un flusso che unisce storia, geografia e percezione.
Crediti / Coreografia Philippe Kratz; sound designer Tommaso Michelini; danzatori Kiran Gezels, Gaia Mondini. Produzione Fondazione Nazionale della Danza / Aterballetto.
Durata: 10’
Philippe Kratz (Leverkusen, 1985) si è formato tra Montréal e Berlino e ha danzato a lungo con Aterballetto, interpretando creazioni di importanti coreografi internazionali. Successivamente ha intrapreso il percorso autoriale, sviluppando una ricerca coreografica centrata su resilienza, trasformazione e ricomposizione. Ha creato lavori per realtà come Aterballetto, Gauthier Dance Company, Bayerisches Staatsballett, TanzMainz e Teatro alla Scala. Nel 2018 il suo duetto O ha vinto il Primo Premio al Concorso Coreografico di Hannover. Nel 2020 ha ricevuto il premio Danza&Danza come miglior coreografo per cloud|materia.
Sabato 14 novembre 2026
Per la giornata di sabato il museo si trasforma in una testimonianza diffusa, attraversata dalla relazione tra ciò che è stato e ciò che continua a vivere nel presente. Ricordi, storie, gesti e presenze si distribuiscono in alcuni punti cruciali del terzo e del quarto piano, coinvolgendo anche professionisti del territorio in una trama di legami e connessioni.
Presso la Corticella – III piano
ore 11.00
Legami
di e con Simone Cristofori
Nella Corticella del Santa Maria della Scala il rapporto tra corpo e spazio si manifesta come uno stato poroso, instabile, sospeso tra presenza e assenza. Il performer attraversa quella distanza invisibile che separa e insieme unisce corpi, luoghi e materia, rendendo percepibile una soglia fragile e continuamente ridefinita.
Musiche / Inori – William Basinski Rework (Hatis Inori e William Basinski), Luxus 1-3 (Ryoji Ikeda), Temporary Road – 2008 remaster (Franco Battiato)
Durata: 10’
Simone Cristofori, performer, danzatore e giovane coreografo italiano, ha collaborato con Wayne McGregor, Cristina Caprioli, Dorotea Saykaly, Giovanni Di Cicco e Carmine De Amicis, lavorando con istituzioni quali la Biennale di Venezia, il Teatro La Fenice, il Teatro Carlo Felice, l’Opéra Royal de Wallonie e La Monnaie. Parallelamente porta avanti una propria ricerca sul corpo come spazio di memoria e compresenza.
ore 12.30
Fragili Connessioni_nessuno in particolare
di e con Irene Stracciati
La Corticella si configura come uno snodo di corpi, storie e sguardi, dove bellezza e vulnerabilità si incontrano. L’essere umano, transitorio e sostituibile, si misura con un sistema che non lo pone più al centro. Ne nasce una riflessione performativa sull’instabilità della presenza e sulle relazioni che ancora possono darsi, nonostante la precarietà e la perdita.
Musica / Mikeal Karlsson, Arvo Pärt, Federico Costanza
Durata: 10’
Irene Stracciati, danzatrice e coreografa indipendente di formazione classica, sviluppa una ricerca sul movimento in dialogo con musicisti, attori e performer. Dal 2007 al 2015 è assistente alla regia e alla coreografia di Virgilio Sieni per l’Accademia sull’Arte del Gesto. È direttrice artistica di ATOPOS, dove il talento e la singolarità dei corpi sono al centro della creazione coreografica.
ore 16.00
X° (Connessioni)
di e con Francesca Duranti
Due corpi attraversano uno spazio di pietra tra memoria, durata e gesto quotidiano, avvolti in un tessuto che diventa pelle, abito, soglia e confine. Il corpo si fa crocevia della memoria, archivio sensibile di tracce passate, presenti e possibili, mentre lo spazio trattiene a sua volta temperature, voci, presenze e residui di vita.
Crediti / Danzano Asia Marchi e Francesca Duranti; musiche originali Giulio Aldinucci; testi Francesca Duranti; progetto tecnico e proiezioni Giuseppe Perrone.
Durata: 10’
Francesca Duranti, danzatrice e creatrice di danze, sviluppa una ricerca che intreccia formazione teatrale, studi sul mito e sulla tragedia e pratica coreografica contemporanea. Come interprete ha collaborato, tra gli altri, con Kinkaleri, Simona Bertozzi, Cristina Kristal Rizzo, Daniele Albanese e Giardino Chiuso. Dal 2012 porta avanti un proprio percorso autoriale tra corpo, memoria e stratificazioni del tempo.
ore 18.00
Legami
di Simona Cieri per la compagnia MOTUS
In un mondo ferito dal rumore delle guerre, dove i confini separano e le parole si spezzano, restano i corpi. Corpi di donne che portano dentro di sé il dolore della perdita, dell’assenza e dell’attesa. Da questa ferita condivisa nasce una forma di prossimità che si trasforma in ascolto, relazione e possibilità di vita comune.
Crediti / Danzano Martina Agricoli, Ilaria Fratantuono, Roberta Morello. Produzione MOTUS con il sostegno di Regione Toscana.
Durata: 10’
Simona Cieri / MOTUS
MOTUS è una delle compagnie più longeve della danza contemporanea italiana. Fondata e diretta da Simona Cieri nel 1991, è riconosciuta come organismo di produzione dalla Regione Toscana e si distingue per una ricerca orientata a nuovi vocabolari gestuali e a temi di forte impatto sociale. Nel corso degli anni ha ricevuto premi nazionali e internazionali e importanti riconoscimenti istituzionali.
CATALOGO
Ingresso del museo, Cappella del Manto e Sala San Pio – IV piano
alle ore 12.00, alle 15.00, alle 17.00
tre diversi atti coreografici – Emio Greco e Pieter C. Scholten, Sotterraneo, Francesca Pennini / CollettivO CineticO
Per XENOS 2026, Marco D’Agostin presenta al Santa Maria della Scala una versione esplosa e site specific di CATALOGO, progetto creato per Marta Ciappina e costruito attorno a un’idea tanto semplice quanto radicale: una danzatrice professionista annuncia al pubblico il proprio desiderio di smettere di danzare e, per accompagnare il suo ultimo giorno sulla scena, interpreta una serie di danze d’addio commissionate ad alcuni tra i più significativi autori della scena performativa contemporanea.
A Siena, CATALOGO si dissemina negli spazi del museo e si articola in tre diversi atti coreografici, collocati in altrettanti luoghi del quarto piano. Le pagine qui presentate sono firmate da Emio Greco e Pieter C. Scholten, Sotterraneo, Francesca Pennini / CollettivO CineticO: tre poetiche profondamente differenti, tre modi di guardare al corpo, alla fine, alla trasformazione e alla relazione tra gesto e presenza.
Più che una semplice successione di performance, CATALOGO costruisce un dispositivo di relazioni. Al centro non c’è soltanto il tema dell’addio alla danza, ma anche il legame delicato e potentissimo tra interprete e autore, tra consegna e incarnazione, tra scrittura coreografica e attraversamento personale.
Crediti / Un’idea originale di Marta Ciappina, Marco D’Agostin, Damien Modolo; frammenti coreografici di Marco D’Agostin, Silvia Gribaudi, Francesca Pennini / CollettivO CineticO, Sotterraneo, Emio Greco | Pieter C. Scholten; con Marta Ciappina; suono Simone Arganini; drammaturgia Marco D’Agostin; cura e promozione Damien Modolo; organizzazione e amministrazione Eleonora Cavallo, Irene Maiolin, Paola Miolano; produzione VAN; coproduzione Piccolo Teatro di Milano – Teatro d’Europa, Emilia Romagna Teatro ERT / Teatro Nazionale, Romaeuropa Festival, CDCN Pôle Sud, ICK Dans Amsterdam; con il sostegno di Centro di Residenza delle Arti Performative del Friuli Venezia Giulia / La Contrada Teatro stabile di Trieste, Atcl / Spazio Rossellini, ATP Fondazione Teatri di Pistoia; in collaborazione con AMAT e Comune di Pesaro per RAM – Residenze Artistiche Marchigiane.
Durate: 12’ – 22’’ – 24’’
Marco D’Agostin, vincitore del Premio UBU 2018 come Miglior Performer Under 35 e del Premio UBU 2023 per il miglior spettacolo di danza (Gli anni), è una delle figure più riconoscibili della scena performativa italiana contemporanea. La sua ricerca si muove tra danza, drammaturgia e immaginario pop, con una forte attenzione al rapporto tra corpo, racconto e memoria.
Marta Ciappina, danzatrice, performer e didatta, si è formata a New York presso il Trisha Brown Studio e il Movement Research. Come interprete ha collaborato con alcuni tra i principali protagonisti della scena italiana e internazionale, tra cui Alessandro Sciarroni, Michele Di Stefano, Marco D’Agostin, Anagoor, Simona Bertozzi e Chiara Bersani. Nel 2022 ha ricevuto il Premio Danza&Danza come Migliore Interprete e nel 2023 il Premio Ubu come Migliore Attrice/Performer.
Emio Greco | Pieter C. Scholten Dal 1995 collaborano nell’esplorazione di nuove forme di danza e nel 1996 presentano il primo lavoro, il solo Bianco, prima parte della trilogia Fra Cervello e Movimento.
Oltre alla danza, Greco e Scholten ampliano l’attività della compagnia a teatro, opera, musica e cinema. Hanno ricevuto numerosi premi internazionali e i loro spettacoli sono in tournée in tutto il mondo. Nel 2009 riuniscono tutte le attività in ICK Dans Amsterdam – Centro Internazionale di Arte Coreografica, articolato in ICK-Company con ICK-Next, ICK-Artist Space e ICK-Academy. Dal 2021 ICK ha sede in SPACE FOR DANCE ART; dal 2014 al 2018 Greco e Scholten hanno inoltre diretto il Ballet National de Marseille, promuovendo una stretta collaborazione europea tra le due istituzioni.
Sotterraneo E’ un collettivo teatrale nato a Firenze nel 2005 e artista associato del Piccolo Teatro di Milano. Ha ricevuto importanti premi nazionali e internazionali, tra cui Premio Lo Straniero, Premio Ubu Speciale, Premio Hystrio Castel dei Mondi e riconoscimenti per Homo ridens, Overload e L’Angelo della Storia. I suoi spettacoli sono stati presentati nelle principali città italiane e in numerosi Paesi europei, oltre che in Cile, Cina e Corea. Nel 2012 è stato scelto dal Rossini Opera Festival di Pesaro per dirigere Il signor Bruschino; nel 2024 ha creato Il fuoco era la cura, coprodotto con Teatro Metastasio di Prato, Piccolo Teatro di Milano ed ERT – Emilia Romagna Teatro.
Francesca Pennini / CollettivO CineticO Francesca Pennini è coreografa, regista e danzatrice, formata tra Balletto di Toscana, Laban Centre di Londra e un percorso multidisciplinare; ha lavorato anche con Sasha Waltz & Guests. Dal 2007 dirige CollettivO CineticO, compagnia da lei fondata, con oltre 60 creazioni presentate nei principali festival e teatri europei. Per Sylphidarium ha ricevuto il Premio Ubu come Miglior Spettacolo di Danza; crea inoltre lavori per il Balletto di Roma e la compagnia Nazionale di Malta.
TESTAMENTO
Il Pellegrinaio – IV piano
alle 20.00
Con Testamento, Marcos Morau, tra i più rilevanti coreografi e registi della scena internazionale contemporanea, porta al Santa Maria della Scala, insieme alla compagnia La Veronal, una riflessione intensa sul rapporto tra vita e morte, presenza e dissolvenza, fragilità e spiritualità.
Pensata per il Pellegrinaio, questa azione site specific trova nel grande spazio monumentale del Santa Maria della Scala non una semplice ambientazione, ma un interlocutore vivo. In un luogo che storicamente custodisce le tracce della cura, dell’accoglienza, del dolore e del passaggio, Morau costruisce un’esperienza performativa che avvicina la morte alla vita, sottraendola alla rimozione e restituendola a una dimensione condivisa, umana e spirituale.
Il lavoro si concentra sulla vulnerabilità dell’esistenza e sulla percezione contemporanea della sua perdita di valore, senza rinunciare alla forza simbolica e visionaria che contraddistingue la ricerca di Morau. In Testamento il pubblico è chiamato non soltanto ad assistere, ma ad attraversare una soglia emotiva e percettiva, in un confronto ravvicinato con ciò che separa e unisce la fine e la permanenza, l’assenza e la memoria.
Crediti / Ideazione e direzione artistica Marcos Morau; direttore di produzione Juanma G. Galindo; coreografia Marcos Morau in collaborazione con gli interpreti Ignacio Fizona Camargo, Valentin Goniot, Fabio Calvisi, Lorena Nogal; drammaturgia Roberto Fratini; direttore tecnico David Pascual; musiche Clara Aguilar; costumi Marcos Morau e Manuel Mateos; produzione e logistica Cristina Goñi Adot, Àngela Boix; maschere Juan Serrano – Gadget Efectos Especiales. Un ringraziamento speciale a Maria Arnal, Ben Meerwein, Larissa Hertweck, Alex Röser Vatiché. Produzione La Veronal.
Durata: 30’
Marcos Morau
Nato a Valencia nel 1982, Marcos Morau è coreografo, regista e artista visivo. Dal 2004 dirige La Veronal, compagnia che si è affermata come una delle realtà più importanti della scena coreografica europea. Il suo lavoro mette in dialogo danza, teatro fisico, arti visive e dispositivi performativi, costruendo mondi scenici di forte potenza immaginativa e concettuale. Nel corso della sua carriera ha ricevuto numerosi riconoscimenti internazionali, tra cui il Premio Nazionale della Danza del Ministero della Cultura spagnolo e il titolo di Cavaliere dell’Ordine delle Arti e delle Lettere conferito dal Ministero della Cultura francese.
Gli artisti
Centro Coreografico Nazionale / Aterballetto
Antonella Bertoni
Lara Guidetti
Dunja Jocić
Philippe Kratz
Francesca Lattuada
Diego Tortelli
Simona Cieri
Simone Cristofori
Francesca Duranti
Irene Stracciati
Marco D’Agostin
Emio Greco | Pieter C. Scholten
Sotterraneo
Francesca Pennini / CollettivO CineticO
Marcos Morau / La Veronal
Santa Maria della Scala
Il Santa Maria della Scala è uno dei più importanti complessi monumentali e museali d’Europa. Situato nel cuore di Siena, di fronte alla Cattedrale, occupa un’area di straordinaria estensione e complessità architettonica, sviluppandosi su più livelli che dalla sommità di Piazza Duomo digradano verso la vallata retrostante.
Nato come ospedale medievale lungo il tracciato della Via Francigena, il Santa Maria della Scala ha rappresentato per secoli un luogo fondamentale di accoglienza, cura, assistenza e ospitalità per pellegrini, malati, poveri e bambini abbandonati. La sua storia si è stratificata nel tempo attraverso ampliamenti, trasformazioni funzionali e interventi architettonici che ne hanno fatto un organismo unico, profondamente intrecciato alla vita civile, religiosa e sociale della città. Fino a meno di cinquant’anni fa ha continuato a svolgere funzioni ospedaliere, prima di avviare un ampio percorso di recupero e rifunzionalizzazione culturale.
Oggi il Santa Maria della Scala si presenta come un grande complesso museale e culturale, in parte ancora interessato da interventi di recupero, ma già aperto al pubblico con un articolato sistema di ambienti monumentali, percorsi espositivi, raccolte permanenti, spazi per mostre temporanee, attività educative, studio e ricerca.
Tra i luoghi più emblematici si distinguono gli ambienti del livello di Piazza Duomo, dove si trovano gli antichi spazi dell’assistenza e del culto, tra cui il Pellegrinaio, la Sagrestia Vecchia, la Cappella del Manto e la chiesa della Santissima Annunziata. Il Pellegrinaio, in particolare, costituisce uno dei cuori simbolici del complesso: il grande salone affrescato nel Quattrocento da Domenico di Bartolo, Lorenzo di Pietro detto il Vecchietta e Priamo della Quercia racconta, attraverso un ciclo di straordinario valore, la missione ospedaliera dell’istituzione e le sue pratiche di cura e accoglienza.
Negli spazi un tempo destinati alle donne e all’infanzia si sviluppano altri nuclei significativi del museo, mentre ai livelli inferiori si articolano ulteriori percorsi espositivi, tra cui il Museo Archeologico Nazionale, il racconto della città dalle origini al Medioevo, gli spazi delle antiche confraternite, le raccolte legate alla storia della città e il sistema di ambienti voltati e gallerie interne che documentano la complessa crescita del complesso nel corso dei secoli.
Il Santa Maria della Scala ospita inoltre la Biblioteca e Fototeca Giuliano Briganti, attività di studio e ricerca, progetti educativi, iniziative espositive, convegni ed eventi culturali, confermandosi come un luogo in cui tutela, valorizzazione, produzione culturale e sperimentazione contemporanea convivono in modo dinamico.
Più che un semplice museo, il Santa Maria della Scala è oggi uno spazio di relazione tra epoche, linguaggi e pubblici diversi: un luogo in cui il patrimonio storico continua a generare senso, confronto e nuove possibilità di esperienza.

