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Anna Maria Di Giacomo (Aou Senese) guiderà la Federazione Italiana dei Gruppi Cooperativi di Ricerca in Oncologia

Anna Maria Di Giacomo (Aou Senese) guiderà la Federazione Italiana dei Gruppi Cooperativi di Ricerca in Oncologia
  • PubblicatoNovembre 14, 2025

Anna Maria Di Giacomo, responsabile del programma di sperimentazioni cliniche di Fase I/II del Centro di Immuno-Oncologia (CIO) dell’Azienda ospedaliero-universitaria Senese e professore ordinario di Oncologia Medica presso l’Università di Siena, è il nuovo presidente eletto della FICOG, la Federazione Italiana dei Gruppi Cooperativi di Ricerca in Oncologia per il triennio 2027-2029.

La nomina è stata ufficializzata nel corso del congresso nazionale dell’Associazione Italiana di Oncologia Medica (AIOM).

La FICOG, attualmente presieduta dal dottor Giuseppe Procopio dell’Istituto Tumori di Milano, è un’associazione senza scopo di lucro che riunisce oltre venti gruppi cooperativi impegnati nella ricerca clinica e traslazionale sul cancro.

Promossa da AIOM, la Federazione nasce con l’obiettivo di rafforzare la collaborazione tra i centri oncologici italiani, sostenere studi multicentrici no-profit e promuovere la formazione dei ricercatori e la condivisione di competenze tra clinici, accademici e istituzioni. Un modello che valorizza la ricerca accademica come motore di innovazione e strumento per garantire equità di accesso ai progressi terapeutici.

«Accolgo questo incarico con grande onore e senso di responsabilità – commenta la professoressa Di Giacomo –. In un contesto in cui la gran parte degli studi clinici è sponsorizzata dall’industria, è indispensabile rilanciare la ricerca indipendente, che rappresenta un pilastro della medicina basata sulle evidenze e una risposta concreta ai bisogni dei pazienti. Negli ultimi quindici anni – prosegue la professoressa -, la quota di sperimentazioni no-profit in Italia è calata dal 40% al 17%. È un dato che deve far riflettere. La ricerca indipendente non è alternativa a quella industriale, ma la completa: permette di generare conoscenze sull’uso ottimale delle terapie e di esplorare nuove strategie terapeutiche. L’impegno sarà quindi quello di continuare a rafforzare le reti cooperative, promuovere studi clinici indipendenti e semplificare i percorsi regolatori, affinché la ricerca accademica italiana resti competitiva e riconosciuta a livello internazionale».

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Redazione