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Assemblea nazionale Upi, Carletti: “Province presidio insostituibile, superare la transizione e ridare loro dignità”

Assemblea nazionale Upi, Carletti: “Province presidio insostituibile, superare la transizione e ridare loro dignità”
  • PubblicatoOttobre 20, 2026

«Le Province non sono una sovrastruttura, ma un presidio insostituibile e un fondamentale elemento di coesione territoriale. Senza una Provincia forte, la coesione sociale ed economica tra aree metropolitane e aree interne rischia di spezzarsi». Con queste parole Agnese Carletti, Presidente della Provincia di Siena e componente del direttivo nazionale di Upi, ha aperto ad Imperia, i lavori della 39ª Assemblea Nazionale delle Province d’Italia (UPI), alla presenza del Presidente della Repubblica, Sergio Mattarella e alla platea di sindaci e amministratori arrivati da tutta Italia.

«Vi parlo con la responsabilità di chi affronta l’amministrazione su due fronti, come Presidente di Provincia e come Sindaca di un piccolo comune. Una doppia prospettiva che permette di toccare con mano sia il bisogno primario di vicinanza ai cittadini, sia la necessità indispensabile di una visione d’area vasta» ha detto Carletti.

Il 2026 segna un doppio, significativo anniversario: gli ottant’anni delle Province nella storia della Repubblica e gli ottant’anni dal primo voto politico e amministrativo alle donne in Italia. «Questo anniversario ci ricorda quanto la nostra democrazia affondi le sue radici nel coraggio e nella partecipazione – ha sottolineato Carletti –. Per una giovane donna amministratrice, ricordare quella conquista significa rinnovare un impegno preciso: continuare a fare spazio, con ostinazione, alle competenze, all’inclusione e alla rappresentanza femminile nelle nostre istituzioni».

La Presidente ha tracciato una fotografia della situazione vissuta dagli enti locali negli ultimi anni, evidenziando i limiti delle riforme passate: «Dalla riforma delle Province ad oggi, la situazione dei piccoli comuni non è affatto migliorata. Il depotenziamento dell’ente intermedio si è rivelato un errore: non ha ridotto la burocrazia, ha solo lasciato più soli i Comuni e i territori più fragili».

Nonostante i tagli e le incertezze normative, gli enti locali hanno saputo dimostrare grande capacità operativa, in particolare nella gestione delle risorse del PNRR, nella messa in sicurezza delle scuole superiori e delle strade, oltre che sul fronte del dissesto idrogeologico e della transizione ecologica. «Abbiamo provato sul campo che, quando si dà fiducia ai territori, i risultati arrivano e vanno a beneficio dell’intera collettività».

Guardando al futuro, Carletti ha lanciato un appello chiaro per il rilancio definitivo dell’ente locale: «È tempo di superare una lunghissima fase di transizione e restituire dignità e stabilità alle Province. Serve una ‘nuova Provincia’: un ente di semplificazione, una vera ‘Casa dei Comuni’ capace di offrire supporto tecnico e amministrativo soprattutto ai centri più piccoli, consentendo loro di programmare lo sviluppo, offrire opportunità ai giovani e tutelare le proprie comunità» ha concluso.

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Redazione