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Banca Mps, utili in crescita del 17,5% nei primi nove mesi dell’anno

Banca Mps, utili in crescita del 17,5% nei primi nove mesi dell’anno
  • PubblicatoNovembre 7, 2025

Nei primi nove mesi dell’anno Banca Mps ha registrato un utile di 1,28 miliardi di euro, in crescita del 17,5% rispetto ai 1,09 miliardi registrati nello stesso periodo del 2024. Il risultato del terzo trimestre 2025 è pari a 431 mln di euro e si confronta con i 460 mln di euro registrati nel trimestre precedente. In arrivo il nuovo piano per l’integrazione di Mediobanca, previsto per il primo trimestre 2026.

Risultati che sono stati approvati ieri sera dal Cda di Rocca Salimbeni, presieduto da Nicola Maione. “Tali risultati – si legge in una nota di Banca Mps – recepiscono gli effetti dell’acquisizione di Mediobanca e delle relative controllate, oggetto di consolidamento a partire dalla data del 30 settembre 2025. Pertanto, lo stato patrimoniale consolidato include, linea per linea, i saldi del Gruppo Mediobanca alla data del 30 settembre; il conto economico consolidato includerà, invece, il contributo del Gruppo Mediobanca solo a partire dal 1° ottobre 2025”.

Lo stato patrimoniale consolidato include l’effetto connesso alla rilevazione provvisoria dell’avviamento relativo alla suddetta acquisizione per un importo pari a 4.208,7 mln di euro. Tale importo è da considerarsi assolutamente provvisorio e sarà aggiornato a seguito della finalizzazione del processo di PPA (Purchase Price Allocation) che sarà completato entro il termine del 30 settembre 2026, tramite il calcolo puntuale alla data di acquisizione dei fair value delle attività identificabili acquisite e delle passività assunte del Gruppo Mediobanca.

Al 30 settembre 2025 Mps ha realizzato ricavi complessivi per 3.054 mln di euro, sostanzialmente stabili rispetto allo stesso periodo dell’anno precedente (+0,5%).

La crescita delle commissioni nette (+8,5%) e quella degli altri ricavi della gestione finanziaria
(+35,0%) hanno pienamente compensato il rallentamento del margine di interesse (-7,4%), che nel
corso del 2024 aveva beneficiato di tassi di interesse su livelli più elevati, e la flessione degli altri
proventi e oneri di gestione.

I ricavi del terzo trimestre 2025, pari a 1.000 mln di euro, sono impattati dalla stagionalità tipica del
terzo trimestre (-4,5% rispetto al trimestre precedente), soprattutto sulle componenti degli altri ricavi
della gestione finanziaria (-17 mln di euro) e sulle commissioni nette (-22 mln di euro).

Il margine di interesse al 30 settembre 2025 è risultato pari a 1.638 mln di euro (-7,4%, pari a –
130,0 mln di euro, rispetto al 30 settembre 2024), risentendo nei rapporti con clientela, nonostante
la crescita dei volumi medi di impiego, della diminuzione dei tassi di interesse da parte di BCE. Tale
effetto è stato solo in parte compensato da minori interessi passivi sui titoli in circolazione; nel
dettaglio questi ultimi beneficiano del minor costo della raccolta istituzionale, in relazione a scadenze
ed altre iniziative del Funding Plan.

La dinamica del margine di interesse registrata nel terzo trimestre 2025 (-1,3% rispetto al trimestre
precedente) è da ricondurre essenzialmente all’impatto delle nuove emissioni effettuate nel corso
del trimestre precedente.

Le commissioni nette al 30 settembre 2025, pari a 1.185 mln di euro, evidenziano una crescita
rispetto a quelle consuntivate nello stesso periodo dell’anno precedente (+8,5%, pari a +93,2 mln di
euro). Il positivo andamento è stato registrato sia nell’ambito delle attività di gestione/intermediazione e consulenza (+12,8%, pari a +68,5 mln di euro) sia nell’attività bancaria commerciale (+4,4%, pari a +24,6 mln di euro). Nel dettaglio, nella prima area commissionale è aumentato l’apporto delle componenti di distribuzione e gestione portafogli (+57,8 mln di euro), di intermediazione e collocamento titoli e valute (+4,7 mln di euro), di distribuzione prodotti assicurativi (+4,8 mln di euro) e delle altre commissioni di intermediazione/gestione e consulenza (+4,0 mln di euro). Nell’area bancaria commerciale hanno agito in positivo le commissioni su finanziamenti (+14,1 mln di euro), le commissioni relative a servizio bancomat e carte di credito (+3,7 mln di euro), le commissioni su garanzie (+6,0 mln di euro) e le altre commissioni nette (+7,9 mln di euro); sono risultate in flessione, invece, le commissioni sui conti correnti (-4,8 mln di euro) e quelle sui servizi di incasso e pagamento (-2,2 mln di euro).

Il risultato del terzo trimestre dell’esercizio 2025 è inferiore rispetto al trimestre precedente (-5,5%,
pari a -22,2 mln di euro), scontando il rallentamento tipico del terzo trimestre sia sul comparto dell’attività bancaria commerciale (-5,5%, pari a -11,1 mln di euro) sia sull’attività di gestione/intermediazione e consulenza (-5,5%, pari a -11,0 mln di euro).

I dividendi, proventi simili e utili (perdite) delle partecipazioni ammontano a 61 mln di euro che
si confrontano con i 67 mln di euro del 30 settembre 2024, principalmente per la minore contribuzione
delle partecipazioni non di collegamento. La dinamica del risultato del terzo trimestre 2025, pari a
19 mln di euro, rispetto al trimestre precedente (-6,2 mln di euro), è impattata dai dividendi percepiti da Banca d’Italia nel mese di aprile 2025 (+7,1 mln di euro).

Il risultato netto della negoziazione, delle valutazioni al fair value di attività/passività e degli
utili da cessioni/riacquisti al 30 settembre 2025 ammonta a 165 mln di euro, in aumento rispetto
ai valori registrati nello stesso periodo dell’anno precedente (pari a 100 mln di euro). La dinamica
del terzo trimestre 2025 risulta, invece, in flessione rispetto al trimestre precedente (-12,0 mln di
euro).

Al 30 settembre 2025 gli oneri operativi sono risultati pari a 1.411 mln di euro, in crescita rispetto
al 30 settembre 2024 (+1,4%, pari a 18,9 mln di euro), principalmente per gli effetti del rinnovo del
CCNL dei bancari sulle spese del personale, parzialmente compensati dall’efficiente gestione delle
altre spese amministrative. Il contributo del terzo trimestre 2025, pari a 468 mln di euro, risulta in
lieve miglioramento rispetto al trimestre precedente (-0,6%). Esaminando in dettaglio i singoli
aggregati emerge quanto segue:
– le spese per il personale, che ammontano a 960 mln di euro, hanno mostrato una crescita
rispetto a quanto registrato nel corrispondente periodo dell’anno precedente (+4,6%),
principalmente per gli oneri connessi al secondo e al terzo aumento delle retribuzioni previsti
dal citato rinnovo del CCNL dei bancari (decorrenza a partire, rispettivamente, dal 1°
settembre 2024 e dal 1° giugno 2025) e per maggiori accantonamenti sulla componente
variabile della retribuzione, in linea con il Piano Strategico 2024-2028. Il risultato del terzo
trimestre, pari a 320 mln di euro, risulta sostanzialmente stabile rispetto al trimestre
precedente (+0,3%, pari a 0,8 mln di euro);
– le altre spese amministrative, che ammontano a 333 mln di euro, risultano in riduzione
rispetto al 30 settembre 2024 (-4,3%), grazie anche alla continua implementazione di un
rigoroso processo di governo della spesa e alla focalizzazione sulle azioni di ottimizzazione
dei costi. Anche il contributo del terzo trimestre 2025, pari a 109 mln di euro, risulta in
flessione rispetto al trimestre precedente (-1,4%);
– le rettifiche di valore nette su attività materiali e immateriali ammontano a 118 mln di
euro al 30 settembre 2025, in calo rispetto a quelle contabilizzate al 30 settembre 2024 (-6,9%); il contributo del terzo trimestre 2025 è pari a 39 mln di euro, in flessione rispetto al
risultato del trimestre precedente (pari a 41 mln di euro).

Per effetto delle dinamiche sopra descritte, il risultato operativo lordo del Gruppo è pari a 1.643
mln di euro, stabile rispetto al dato di 1.645 mln di euro del 30 settembre 2024. Il contributo del
terzo trimestre 2025 è pari a 532 mln di euro, rispetto al risultato pari a 576 mln di euro del trimestre
precedente.

Al 30 settembre 2025 il Gruppo ha contabilizzato un costo del credito clientela pari a 254 mln di
euro, in calo rispetto ai 300 mln di euro rilevati nello stesso periodo dell’anno precedente, grazie
principalmente a flussi più contenuti di ingressi da bonis a crediti deteriorati. Il costo del credito alla
clientela del terzo trimestre 2025, pari a 79 mln di euro, risulta in riduzione rispetto agli 84 mln di
euro del trimestre precedente, principalmente per la continua riduzione del flusso di default sui mutui
retail a tasso variabile.

Al 30 settembre 2025 il tasso di provisioning, espresso come rapporto tra il costo del credito
clientela annualizzato e la somma, al netto del contributo del Gruppo Mediobanca, dei finanziamenti
alla clientela e del valore dei titoli rivenienti da operazioni di cessione/cartolarizzazione di crediti non
performing, esprime un trend in miglioramento, attestandosi a 42 bps (43 bps al 30 giugno 2025 e
53 bps al 31 dicembre 2024).

Il risultato operativo netto del Gruppo al 30 settembre 2025 è pari a 1.389 mln di euro, in crescita
rispetto al risultato di 1.339 mln di euro registrato al 30 settembre 2024. Il contributo del terzo
trimestre 2025 risulta pari a 453 mln di euro rispetto al risultato di 488 mln di euro del trimestre
precedente.

Alla formazione del risultato di periodo concorrono anche le seguenti voci:

oneri operazioni straordinarie pari a -7 mln di euro, che includono i costi accessori
dell’OPAS per la componente non imputabile a patrimonio netto, per la maggior parte
contabilizzati nel primo trimestre 2025;

altri accantonamenti netti al fondo rischi e oneri pari a -28 mln di euro al 30 settembre
2025, in riduzione rispetto ai -37 mln di euro contabilizzati nello stesso periodo dell’anno
precedente. Il contributo del terzo trimestre 2025 è risultato pari a -2 mln di euro e si confronta
con i -1 mln di euro del trimestre precedente;

altri utili (perdite) da partecipazioni, con un risultato nullo nei tre trimestri del 2025,
rispetto ai -4 mln di euro del 30 settembre 2024;

oneri di ristrutturazione/oneri una tantum pari a -21 mln di euro, che si confrontano con
i -58 mln di euro del 30 settembre 2024. Tali oneri includono, in particolare, l’effetto
dell’attualizzazione degli oneri connessi alle uscite attraverso l’esodo o l’accesso al fondo di
solidarietà, l’impatto derivante dalla valutazione della controllata MP Banque secondo il
principio contabile IFRS5 ed oneri riferiti ad iniziative progettuali connesse al Piano
Industriale. Il contributo del trimestre è risultato pari a -5 mln di euro, in riduzione rispetto ai
-8 mln di euro del trimestre precedente;

  • rischi e oneri connessi a SRF, DGS e schemi similari con importo nullo al 30 settembre

Al 30 settembre 2024 erano stati rilevati in questa voce oneri pari a 75 mln di euro,
relativi al contributo riconosciuto al fondo di garanzia dei depositi per le banche italiane del
Gruppo (DGS);

    • canone DTA pari a -43 mln di euro, che si confronta con i -46 mln di euro registrati nello
      stesso periodo dell’anno precedente; il contributo del terzo trimestre 2025, pari a -14 mln di
      euro, risulta in linea con il trimestre precedente. L’importo, determinato secondo i criteri del
      DL 59/2016 convertito in Legge n. 119 del 30 giugno 2016, rappresenta il canone di
      competenza al 30 settembre 2025 sulle DTA (Deferred Tax Assets) trasformabili in credito di
      imposta;
    • risultato della valutazione al fair value di attività materiali e immateriali pari a -2 mln di
      euro, che si confronta con i -18 mln di euro del 30 settembre 2024. Il risultato del terzo
      trimestre 2025, pari a +1 mln di euro, si confronta con i -5 mln di euro del trimestre
      precedente, quando era stato eseguito l’aggiornamento semestrale delle valutazioni
      immobiliari;
    • utili (perdite) da cessione di investimenti, con risultato sostanzialmente nullo nei tre
      trimestri del 2025, rispetto ai -5 mln di euro del 30 settembre 2024

    Per effetto delle dinamiche sopra evidenziate, l’utile di periodo al lordo delle imposte del Gruppo
    è pari a 1.288 mln di euro, in crescita del 17,5% rispetto al dato di 1.096 mln di euro registrato nel
    corrispondente periodo del 2024. Il risultato del terzo trimestre 2025 è pari a 431 mln di euro e si
    confronta con i 460 mln di euro registrati nel trimestre precedente.

    Le imposte sul reddito di periodo registrano un contributo positivo pari a 78 mln di euro,
    imputabile principalmente alla rivalutazione delle DTA, al netto della fiscalità relativa al risultato
    economico dei primi nove mesi del 2025. Il dato al 30 settembre 2024, pari a +470 mln di euro,
    comprendeva l’effetto, sulla rivalutazione delle DTA, dell’aggiornamento delle proiezioni reddituali
    del Gruppo desunte dal Piano Industriale 2024-2028.

    A seguito delle dinamiche sopra descritte, l’utile di periodo di pertinenza della Capogruppo
    ammonta a 1.366 mln di euro al 30 settembre 2025, rispetto all’utile di 1.566 mln di euro conseguito
    al 30 settembre 2024, che includeva imposte positive per 470 mln di euro. L’utile del terzo trimestre
    2025 è pari a 474 mln di euro che si confronta con i 479 mln di euro del trimestre precedente.

    Gli aggregati patrimoniali di Gruppo al 30 settembre 2025

    I commenti andamentali sono riferiti – se non diversamente specificato – alle componenti patrimoniali
    al netto dei dati del Gruppo Mediobanca, per consentire un raffronto omogeneo.

    Al 30 settembre 2025 i volumi di raccolta complessiva del Gruppo sono risultati pari a 357,6 mld
    di euro; escludendo l’apporto del Gruppo Mediobanca, l’aggregato ammonta a 204,4 mld di euro,
    con un aumento a perimetro omogeneo di 4,0 mld di euro rispetto al 30 giugno 2025, grazie alla
    crescita sia della raccolta diretta (+2,3 mld di euro) sia della raccolta indiretta (+1,7 mld di euro).
    L’aggregato, al netto del contributo del Gruppo Mediobanca, si pone in aumento anche rispetto al
    31 dicembre 2024 (+7,2 mld di euro) grazie alla crescita, anche in questo caso, sia della raccolta
    diretta (+2,9 mld di euro) sia della raccolta indiretta (+4,3 mld di euro).

    La raccolta commerciale totale11 inclusiva dei depositi a clientela e della raccolta indiretta,
    ammonta a 290,6 mld di euro12; a perimetro omogeneo, pari a 174,3 mld di euro, risulta in crescita
    rispetto a dicembre 2024 (+4,3%) ed aumenta di oltre +3 mld di euro (+1,9%) rispetto a giugno 2025.
    I volumi di raccolta diretta del Gruppo ammontano a 165,2 mld di euro; al netto del contributo del
    Gruppo Mediobanca, pari a 68,4 mld di euro, si sono attestati a 96,8 mld di euro, con un incremento
    del 2,5% rispetto al 30 giugno 2025. La crescita ha riguardato principalmente i conti correnti (+1,4
    mld di euro) e i pronti contro termine (+0,5 mld di euro); positiva anche la dinamica delle altre forme
    di raccolta diretta (+0,3 mld di euro) e delle obbligazioni (+0,1 mld di euro), mentre i depositi a
    scadenza si sono mantenuti in linea con il 30 giugno 2025.

    L’aggregato, al netto del suddetto importo del Gruppo Mediobanca, risulta in aumento anche rispetto
    al 31 dicembre 2024 (+2,9 mld di euro). La crescita interessa i conti correnti (+2,0 mld di euro), i
    depositi a scadenza (+0,5 mld di euro), i PCT (+0,3 mld di euro) e le altre forme di raccolta (+0,2 mld
    di euro), mentre risultano sostanzialmente stabili le obbligazioni.

    La raccolta diretta commerciale13 risulta pari a 108,3 mld di euro; a perimetro omogeneo, si è
    attestata a 76,8 mld di euro, in aumento sia rispetto a giugno 2025 (+1,5 mld di euro), sia rispetto a
    dicembre 2024 (+2,5 mld di euro).

    Al 30 settembre 2025 la raccolta indiretta del Gruppo ammonta a 192,4 mld di euro; al netto degli
    84,8 mld di euro relativi al Gruppo Mediobanca, si è attestata a 107,6 mld di euro, in crescita di 1,7
    mld di euro rispetto al 30 giugno 2025 sia sul risparmio gestito (+1,4 mld di euro) sia sul risparmio
    amministrato (+0,3 mld di euro); la positiva dinamica è da ricondurre a flussi netti ed effetto mercato
    positivi.

    Nel confronto con il 31 dicembre 2024 si assiste ad una crescita della raccolta indiretta a perimetro
    omogeneo di 4,3 mld di euro, sia per l’aumento del risparmio amministrato (+2,2 mld di euro), sia
    per la crescita del risparmio gestito (+2,1 mld di euro). Entrambe le componenti beneficiano, anche
    in questo caso, di effetto mercato e flussi netti positivi.
    La raccolta indiretta commerciale14 ammonta a 182,3 mld di euro; a perimetro omogeneo, si è
    attestata a 97,5 mld di euro, in aumento di +4,7 mld di euro rispetto al 31 dicembre 2024, a seguito della crescita sia del risparmio amministrato (+2,5 mld di euro), sia del risparmio gestito (+2,2 mld di
    euro); l’aggregato risulta in crescita del +1,9% rispetto al 30 giugno 2025.

    Al 30 settembre 2025 i finanziamenti clientela del Gruppo ammontano a 140,7 mld di euro;
    escludendo l’apporto del Gruppo Mediobanca, si sono attestati a 80,7 mld di euro, sostanzialmente
    stabili rispetto al 30 giugno 2025 (+0,2 mld di euro). Sono risultate in crescita le componenti dei
    mutui (+0,5 mld di euro), dei PCT (+0,2 mld di euro) e dei conti correnti (+0,1 mld di euro), mentre
    hanno registrato una flessione gli altri finanziamenti (-0,5 mld di euro) e i crediti deteriorati (-0,1 mld
    di euro).

    Nel confronto con il 31 dicembre 2024, l’aggregato, a perimetro omogeneo, risulta in crescita (+3,4
    mld di euro), principalmente per effetto dello sviluppo dei mutui (+3,0 mld di euro). Si pongono in
    aumento anche i conti correnti (+0,3 mld di euro) e i PCT (+0,4 mld di euro), mentre calano i crediti
    deteriorati (-0,2 mld di euro). Sostanzialmente stabili gli altri finanziamenti.
    Gli impieghi performing15 ammontano a 125,2 mld di euro; a perimetro omogeneo, risultano pari
    a 71,6 mld di euro, e sono risultati stabili (+0,1%) rispetto al 30 giugno 2025, e in crescita del +4,7%
    rispetto a dicembre 2024.

    Il totale finanziamenti clientela deteriorati del Gruppo al 30 settembre 2025 è risultato pari a 4,4
    mld di euro; al netto degli 1,2 mld di euro relativi al Gruppo Mediobanca, l’esposizione lorda si
    attesta a 3,2 mld di euro, con trend in calo rispetto al 30 giugno 2025 (pari a 3,5 mld di euro) e al 31
    dicembre 2024 (pari a 3,7 mld di euro). Considerando gli effetti delle cessioni di crediti deteriorati del
    valore lordo di 0,1 mld di euro, recentemente finalizzate, il totale finanziamenti clientela deteriorati
    lordi, al netto dell’apporto relativo al Gruppo Mediobanca, risulta pari a 3,1 mld di euro.
    Al 30 settembre 2025 l’esposizione netta in termini di finanziamenti clientela deteriorati del
    Gruppo, è risultata pari a 2,1 mld di euro; al netto degli 0,5 mld di euro relativi al Gruppo
    Mediobanca, si è attestata a 1,7 mld di euro, in lieve flessione sia rispetto al 30 giugno 2025 (pari a
    1,8 mld di euro) sia rispetto al 31 dicembre 2024 (pari a 1,9 mld di euro). Includendo gli effetti delle
    cessioni sopra riportate, l’esposizione netta dei finanziamenti clientela deteriorati, al netto del
    contributo relativo al Gruppo Mediobanca, ammonta a circa 1,6 mld di euro.

    Al 30 settembre 2025 la percentuale di copertura dei crediti deteriorati (a perimetro omogeneo,
    escluso il contributo del Gruppo Mediobanca) si è attestata al 48,5%, sostanzialmente in linea
    rispetto al valore registrato al 30 giugno 2025 (pari al 49,3%). In particolare, la percentuale di
    copertura delle sofferenze passa dal 66,1% al 63,0%, quella delle inadempienze probabili dal 39,5%
    al 41,2%, quella dei finanziamenti scaduti deteriorati dal 28,7% al 27,2%. La percentuale di copertura
    dei crediti deteriorati risulta stabile rispetto al 31 dicembre 2024 (pari al 48,5%). Considerando gli
    effetti delle cessioni sopra citate, la percentuale di copertura dei crediti deteriorati, a perimetro
    omogeneo, si attesta al 48,7%.

    Al 30 settembre 2025 le attività in titoli del Gruppo sono risultate pari a 44,6 mld di euro;
    escludendo l’apporto del Gruppo Mediobanca l’aggregato ammonta a 18,8 mld di euro,
    sostanzialmente stabili rispetto al 30 giugno 2025 (-0,7%) con variazioni contenute su tutte le
    componenti dell’aggregato. In particolare: +0,3 mld di euro sulle attività finanziarie detenute per la
    negoziazione, -0,3 mld di euro sulle attività finanziarie valutate al fair value con impatto sulla
    15 Esclusi PCT.

    L’aggregato a perimetro omogeneo risulta in aumento rispetto al 31 dicembre 2024 (+1,4 mld di
    euro) soprattutto in relazione alla crescita registrata sulla componente di negoziazione (+2,5 mld di
    euro) e dei titoli verso banche al costo ammortizzato (+0,2 mld di euro), in parte bilanciate dalla
    flessione delle attività finanziarie valutate al fair value con impatto sulla redditività complessiva (-0,7
    mld di euro) e dei titoli verso clientela al costo ammortizzato (-0,6 mld di euro). Risultano
    sostanzialmente stabili le altre componenti.

    Al 30 settembre 2025, la posizione interbancaria netta del Gruppo si è attestata a 0,9 mld di euro
    in raccolta; escludendo il contributo del Gruppo Mediobanca (pari a 5,9 mld di euro in raccolta)
    l’aggregato risulta pari a 5,0 mld in impiego, rispetto agli impieghi interbancari netti di 4,1 mld di euro
    e 6,1 mld di euro, rispettivamente al 30 giugno 2025 e al 31 dicembre 2024. La variazione rispetto
    al trimestre precedente (+0,9 mld di euro) è imputabile principalmente agli impieghi a vista presso
    banche centrali (depo facility).

    Sulla variazione rispetto al fine anno precedente (-1,1 mld di euro) influiscono principalmente: (i) nei
    rapporti con banche, l’aumento della raccolta e la riduzione degli impieghi, (ii) nei rapporti con
    banche centrali, l’aumento del saldo netto impiegato in depo facility.

    Al 30 settembre 2025 la posizione di liquidità operativa presenta un livello di counterbalancing
    capacity non impegnata pari a 53,3 mld di euro. Escludendo il contributo di 21,2 mld di euro
    relativo al Gruppo Mediobanca, la counterbalancing capacity a pronti risulta pari a 32,1 mld di euro,
    rispetto ai 31,0 mld di euro del 30 giugno 2025 e ai 33,0 mld di euro al 31 dicembre 2024.
    Al 30 settembre 2025 il patrimonio netto del Gruppo e di pertinenza di terzi risulta pari a 29,1
    mld di euro, rispetto agli 11,5 mld di euro al 30 giugno 2025 e agli 11,6 mld di euro al 31 dicembre.

    COMUNICATO STAMPA
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    • rischi e oneri connessi a SRF, DGS e schemi similari con importo nullo al 30 settembre
    202510. Al 30 settembre 2024 erano stati rilevati in questa voce oneri pari a 75 mln di euro,
    relativi al contributo riconosciuto al fondo di garanzia dei depositi per le banche italiane del
    Gruppo (DGS);
    • canone DTA pari a -43 mln di euro, che si confronta con i -46 mln di euro registrati nello
    stesso periodo dell’anno precedente; il contributo del terzo trimestre 2025, pari a -14 mln di
    euro, risulta in linea con il trimestre precedente. L’importo, determinato secondo i criteri del
    DL 59/2016 convertito in Legge n. 119 del 30 giugno 2016, rappresenta il canone di
    competenza al 30 settembre 2025 sulle DTA (Deferred Tax Assets) trasformabili in credito di
    imposta;
    • risultato della valutazione al fair value di attività materiali e immateriali pari a -2 mln di
    euro, che si confronta con i -18 mln di euro del 30 settembre 2024. Il risultato del terzo
    trimestre 2025, pari a +1 mln di euro, si confronta con i -5 mln di euro del trimestre
    precedente, quando era stato eseguito l’aggiornamento semestrale delle valutazioni
    immobiliari;
    • utili (perdite) da cessione di investimenti, con risultato sostanzialmente nullo nei tre
    trimestri del 2025, rispetto ai -5 mln di euro del 30 settembre 2024.
    Per effetto delle dinamiche sopra evidenziate, l’utile di periodo al lordo delle imposte del Gruppo
    è pari a 1.288 mln di euro, in crescita del 17,5% rispetto al dato di 1.096 mln di euro registrato nel
    corrispondente periodo del 2024. Il risultato del terzo trimestre 2025 è pari a 431 mln di euro e si
    confronta con i 460 mln di euro registrati nel trimestre precedente.
    Le imposte sul reddito di periodo registrano un contributo positivo pari a 78 mln di euro,
    imputabile principalmente alla rivalutazione delle DTA, al netto della fiscalità relativa al risultato
    economico dei primi nove mesi del 2025. Il dato al 30 settembre 2024, pari a +470 mln di euro,
    comprendeva l’effetto, sulla rivalutazione delle DTA, dell’aggiornamento delle proiezioni reddituali
    del Gruppo desunte dal Piano Industriale 2024-2028.
    A seguito delle dinamiche sopra descritte, l’utile di periodo di pertinenza della Capogruppo
    ammonta a 1.366 mln di euro al 30 settembre 2025, rispetto all’utile di 1.566 mln di euro conseguito
    al 30 settembre 2024, che includeva imposte positive per 470 mln di euro. L’utile del terzo trimestre
    2025 è pari a 474 mln di euro che si confronta con i 479 mln di euro del trimestre precedente.
    10 Con riferimento al contributo annuale dovuto al Fondo di Risoluzione Unico, il Single Resolution Board (SRB) ha annunciato che nel 2025, analogamente
    al 2024, non verrà richiesto alcun contributo al sistema, salvo esigenze specifiche; il Fondo Interbancario di Tutela dei Depositi (FITD) ha raggiunto il livello
    obiettivo entro il 3 luglio 2024, pertanto nel corso del 2025 valuterà se i mezzi finanziari disponibili, anche alla luce delle operazioni di sistema in cui il FITD
    è coinvolto, sono diminuiti al di sotto del target level e, in esito a tale esame, eventualmente procederà alla raccolta di ulteriori contribuzioni; infine con
    riferimento al Fondo di garanzia assicurativa dei rami vita si precisa che è in fase di predisposizione lo Statuto del Fondo che conterrà, tra l’altro, la disciplina
    di dettaglio in merito alle contribuzioni dovute.

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    Gli aggregati patrimoniali di Gruppo al 30 settembre 2025
    I commenti andamentali sono riferiti – se non diversamente specificato – alle componenti patrimoniali
    al netto dei dati del Gruppo Mediobanca, per consentire un raffronto omogeneo.
    Al 30 settembre 2025 i volumi di raccolta complessiva del Gruppo sono risultati pari a 357,6 mld
    di euro; escludendo l’apporto del Gruppo Mediobanca, l’aggregato ammonta a 204,4 mld di euro,
    con un aumento a perimetro omogeneo di 4,0 mld di euro rispetto al 30 giugno 2025, grazie alla
    crescita sia della raccolta diretta (+2,3 mld di euro) sia della raccolta indiretta (+1,7 mld di euro).
    L’aggregato, al netto del contributo del Gruppo Mediobanca, si pone in aumento anche rispetto al
    31 dicembre 2024 (+7,2 mld di euro) grazie alla crescita, anche in questo caso, sia della raccolta
    diretta (+2,9 mld di euro) sia della raccolta indiretta (+4,3 mld di euro).
    La raccolta commerciale totale11 inclusiva dei depositi a clientela e della raccolta indiretta,
    ammonta a 290,6 mld di euro12; a perimetro omogeneo, pari a 174,3 mld di euro, risulta in crescita
    rispetto a dicembre 2024 (+4,3%) ed aumenta di oltre +3 mld di euro (+1,9%) rispetto a giugno 2025.
    I volumi di raccolta diretta del Gruppo ammontano a 165,2 mld di euro; al netto del contributo del
    Gruppo Mediobanca, pari a 68,4 mld di euro, si sono attestati a 96,8 mld di euro, con un incremento
    del 2,5% rispetto al 30 giugno 2025. La crescita ha riguardato principalmente i conti correnti (+1,4
    mld di euro) e i pronti contro termine (+0,5 mld di euro); positiva anche la dinamica delle altre forme
    di raccolta diretta (+0,3 mld di euro) e delle obbligazioni (+0,1 mld di euro), mentre i depositi a
    scadenza si sono mantenuti in linea con il 30 giugno 2025.
    L’aggregato, al netto del suddetto importo del Gruppo Mediobanca, risulta in aumento anche rispetto
    al 31 dicembre 2024 (+2,9 mld di euro). La crescita interessa i conti correnti (+2,0 mld di euro), i
    depositi a scadenza (+0,5 mld di euro), i PCT (+0,3 mld di euro) e le altre forme di raccolta (+0,2 mld
    di euro), mentre risultano sostanzialmente stabili le obbligazioni.
    La raccolta diretta commerciale13 risulta pari a 108,3 mld di euro; a perimetro omogeneo, si è
    attestata a 76,8 mld di euro, in aumento sia rispetto a giugno 2025 (+1,5 mld di euro), sia rispetto a
    dicembre 2024 (+2,5 mld di euro).
    Al 30 settembre 2025 la raccolta indiretta del Gruppo ammonta a 192,4 mld di euro; al netto degli
    84,8 mld di euro relativi al Gruppo Mediobanca, si è attestata a 107,6 mld di euro, in crescita di 1,7
    mld di euro rispetto al 30 giugno 2025 sia sul risparmio gestito (+1,4 mld di euro) sia sul risparmio
    amministrato (+0,3 mld di euro); la positiva dinamica è da ricondurre a flussi netti ed effetto mercato
    positivi.
    Nel confronto con il 31 dicembre 2024 si assiste ad una crescita della raccolta indiretta a perimetro
    omogeneo di 4,3 mld di euro, sia per l’aumento del risparmio amministrato (+2,2 mld di euro), sia
    per la crescita del risparmio gestito (+2,1 mld di euro). Entrambe le componenti beneficiano, anche
    in questo caso, di effetto mercato e flussi netti positivi.
    La raccolta indiretta commerciale14 ammonta a 182,3 mld di euro; a perimetro omogeneo, si è
    attestata a 97,5 mld di euro, in aumento di +4,7 mld di euro rispetto al 31 dicembre 2024, a seguito
    11 Dati gestionali.
    12 Esclusi PCT.
    13 Conti correnti e depositi a tempo.
    14 Dati gestionali.

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    della crescita sia del risparmio amministrato (+2,5 mld di euro), sia del risparmio gestito (+2,2 mld di
    euro); l’aggregato risulta in crescita del +1,9% rispetto al 30 giugno 2025.
    Al 30 settembre 2025 i finanziamenti clientela del Gruppo ammontano a 140,7 mld di euro;
    escludendo l’apporto del Gruppo Mediobanca, si sono attestati a 80,7 mld di euro, sostanzialmente
    stabili rispetto al 30 giugno 2025 (+0,2 mld di euro). Sono risultate in crescita le componenti dei
    mutui (+0,5 mld di euro), dei PCT (+0,2 mld di euro) e dei conti correnti (+0,1 mld di euro), mentre
    hanno registrato una flessione gli altri finanziamenti (-0,5 mld di euro) e i crediti deteriorati (-0,1 mld
    di euro).
    Nel confronto con il 31 dicembre 2024, l’aggregato, a perimetro omogeneo, risulta in crescita (+3,4
    mld di euro), principalmente per effetto dello sviluppo dei mutui (+3,0 mld di euro). Si pongono in
    aumento anche i conti correnti (+0,3 mld di euro) e i PCT (+0,4 mld di euro), mentre calano i crediti
    deteriorati (-0,2 mld di euro). Sostanzialmente stabili gli altri finanziamenti.
    Gli impieghi performing15 ammontano a 125,2 mld di euro; a perimetro omogeneo, risultano pari
    a 71,6 mld di euro, e sono risultati stabili (+0,1%) rispetto al 30 giugno 2025, e in crescita del +4,7%
    rispetto a dicembre 2024.
    Il totale finanziamenti clientela deteriorati del Gruppo al 30 settembre 2025 è risultato pari a 4,4
    mld di euro; al netto degli 1,2 mld di euro relativi al Gruppo Mediobanca, l’esposizione lorda si
    attesta a 3,2 mld di euro, con trend in calo rispetto al 30 giugno 2025 (pari a 3,5 mld di euro) e al 31
    dicembre 2024 (pari a 3,7 mld di euro). Considerando gli effetti delle cessioni di crediti deteriorati del
    valore lordo di 0,1 mld di euro, recentemente finalizzate, il totale finanziamenti clientela deteriorati
    lordi, al netto dell’apporto relativo al Gruppo Mediobanca, risulta pari a 3,1 mld di euro.
    Al 30 settembre 2025 l’esposizione netta in termini di finanziamenti clientela deteriorati del
    Gruppo, è risultata pari a 2,1 mld di euro; al netto degli 0,5 mld di euro relativi al Gruppo
    Mediobanca, si è attestata a 1,7 mld di euro, in lieve flessione sia rispetto al 30 giugno 2025 (pari a
    1,8 mld di euro) sia rispetto al 31 dicembre 2024 (pari a 1,9 mld di euro). Includendo gli effetti delle
    cessioni sopra riportate, l’esposizione netta dei finanziamenti clientela deteriorati, al netto del
    contributo relativo al Gruppo Mediobanca, ammonta a circa 1,6 mld di euro.
    Al 30 settembre 2025 la percentuale di copertura dei crediti deteriorati (a perimetro omogeneo,
    escluso il contributo del Gruppo Mediobanca) si è attestata al 48,5%, sostanzialmente in linea
    rispetto al valore registrato al 30 giugno 2025 (pari al 49,3%). In particolare, la percentuale di
    copertura delle sofferenze passa dal 66,1% al 63,0%, quella delle inadempienze probabili dal 39,5%
    al 41,2%, quella dei finanziamenti scaduti deteriorati dal 28,7% al 27,2%. La percentuale di copertura
    dei crediti deteriorati risulta stabile rispetto al 31 dicembre 2024 (pari al 48,5%). Considerando gli
    effetti delle cessioni sopra citate, la percentuale di copertura dei crediti deteriorati, a perimetro
    omogeneo, si attesta al 48,7%.
    Al 30 settembre 2025 le attività in titoli del Gruppo sono risultate pari a 44,6 mld di euro;
    escludendo l’apporto del Gruppo Mediobanca l’aggregato ammonta a 18,8 mld di euro,
    sostanzialmente stabili rispetto al 30 giugno 2025 (-0,7%) con variazioni contenute su tutte le
    componenti dell’aggregato. In particolare: +0,3 mld di euro sulle attività finanziarie detenute per la
    negoziazione, -0,3 mld di euro sulle attività finanziarie valutate al fair value con impatto sulla
    15 Esclusi PCT.

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    redditività complessiva, -0,2 mld di euro sui titoli verso clientela al costo ammortizzato e +0,1 mld di
    euro sui titoli verso banche al costo ammortizzato; sostanzialmente stabili le altre componenti.
    L’aggregato a perimetro omogeneo risulta in aumento rispetto al 31 dicembre 2024 (+1,4 mld di
    euro) soprattutto in relazione alla crescita registrata sulla componente di negoziazione (+2,5 mld di
    euro) e dei titoli verso banche al costo ammortizzato (+0,2 mld di euro), in parte bilanciate dalla
    flessione delle attività finanziarie valutate al fair value con impatto sulla redditività complessiva (-0,7
    mld di euro) e dei titoli verso clientela al costo ammortizzato (-0,6 mld di euro). Risultano
    sostanzialmente stabili le altre componenti.
    Al 30 settembre 2025, la posizione interbancaria netta del Gruppo si è attestata a 0,9 mld di euro
    in raccolta; escludendo il contributo del Gruppo Mediobanca (pari a 5,9 mld di euro in raccolta)
    l’aggregato risulta pari a 5,0 mld in impiego, rispetto agli impieghi interbancari netti di 4,1 mld di euro
    e 6,1 mld di euro, rispettivamente al 30 giugno 2025 e al 31 dicembre 2024. La variazione rispetto
    al trimestre precedente (+0,9 mld di euro) è imputabile principalmente agli impieghi a vista presso
    banche centrali (depo facility).
    Sulla variazione rispetto al fine anno precedente (-1,1 mld di euro) influiscono principalmente: (i) nei
    rapporti con banche, l’aumento della raccolta e la riduzione degli impieghi, (ii) nei rapporti con
    banche centrali, l’aumento del saldo netto impiegato in depo facility.
    Al 30 settembre 2025 la posizione di liquidità operativa presenta un livello di counterbalancing
    capacity non impegnata pari a 53,3 mld di euro. Escludendo il contributo di 21,2 mld di euro
    relativo al Gruppo Mediobanca, la counterbalancing capacity a pronti risulta pari a 32,1 mld di euro,
    rispetto ai 31,0 mld di euro del 30 giugno 2025 e ai 33,0 mld di euro al 31 dicembre 2024.
    Al 30 settembre 2025 il patrimonio netto del Gruppo e di pertinenza di terzi risulta pari a 29,1
    mld di euro, rispetto agli 11,5 mld di euro al 30 giugno 2025 e agli 11,6 mld di euro al 31 dicembre
    2024. L’incremento è dovuto, oltre che all’utile conseguito nel terzo trimestre di circa 0,5 mld di euro,
    agli effetti della complessiva operazione di acquisizione del Gruppo Mediobanca che ha determinato
    la rilevazione di (i) un importo di 14,8 mld di euro (al netto degli oneri accessori e dei relativi effetti
    fiscali) riferito all’aumento di capitale al servizio dell’OPAS di cui: 10,5 mld di euro imputati a capitale,
    3,2 mld di euro alla riserva sovrapprezzi di emissione e 1,1 mld di euro alle altre riserve, e ii) 2,3 mld
    di euro riferito all’iscrizione delle quote di interessenze di terzi.
    Al netto dell’impatto dell’OPAS, sopra dettagliato, la variazione rispetto al 31 dicembre 2024 è
    riconducibile all’effetto combinato del pagamento del dividendo relativo all’esercizio 2024, avvenuto
    nel mese di maggio, e dell’utile conseguito nei primi tre trimestri del 2025.
    Per quanto riguarda i coefficienti patrimoniali, al 30 settembre 2025 il CET1 capital ratio fully loaded
    si è attestato al 16,9% (rispetto al 19,6% del 30 giugno 2025 e al 18,2% del 31 dicembre 2024), e il
    total capital ratio fully loaded è risultato pari al 19,3% (rispetto al 21,8% del 30 giugno 2025 e al
    20,5% del 31 dicembre 2024). Tali valori non includono gli utili di periodo, assumendo il dividend
    pay-out fino al 100% dell’utile netto del Gruppo MPS.

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    Redazione