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Controlli, arresti ed espulsioni: bilancio sulla sicurezza a Siena. Il Prefetto: “Preserviamo il modello di civiltà di questa città”

Controlli, arresti ed espulsioni: bilancio sulla sicurezza a Siena. Il Prefetto: “Preserviamo il modello di civiltà di questa città”
  • PubblicatoDicembre 30, 2025

Oltre cinquemila persone controllate, 180 fogli di via e 48 arresti per spaccio. Sono i numeri dell’attività di prevenzione e controllo del territorio presentati in prefettura nel corso della conferenza sul bilancio della sicurezza a Siena e in provincia.

Al tavolo dei relatori il prefetto Valerio Massimo Romeo, il questore Ugo Angeloni e i vertici provinciali delle forze dell’ordine, per fare il punto su un’azione che negli ultimi mesi ha interessato città e territorio. “È giusto che i cittadini conoscano l’impegno quotidiano delle forze dello Stato e degli enti locali in divisa, che lavorano spesso in silenzio”, ha sottolineato il prefetto. “Questa è una città estremamente civile, con un livello di convivenza superiore alla media. Anche grazie al sistema delle Contrade, che non rappresentano solo la tradizione del Palio ma un modello organizzativo e sociale fondamentale”, ha continuato, spiegando poi che la “civiltà di Siena vada preservata”

Da ottobre sono state controllate 5.371 persone, per circa l’80 per cento nel territorio comunale di Siena, e 622 veicoli. In città sono stati verificati 12 esercizi commerciali, mentre la Guardia di Finanza ha effettuato controlli mirati su sei attività considerate sensibili. Gli arresti per spaccio, riferiti però all’intero anno, sono stati 48.

Sul fronte dell’immigrazione sono stati adottati 180 provvedimenti di espulsione, di cui 105 eseguiti con accompagnamento alla frontiera. Per i restanti casi, ha spiegato Romeo, il problema è strutturale. “Quando il cittadino si chiede perché un’espulsione non venga eseguita, la risposta è semplice: senza i CPR non è possibile procedere”, ha affermato.

In assenza di posti nei centri di permanenza per il rimpatrio, l’unico strumento resta l’ordine di allontanamento dal territorio nazionale entro dieci giorni. “Viene sempre rispettato? No”, ha ammesso Romeo, aggiungendo: “Finché l’Italia non si doterà di un sistema adeguato di CPR, parlare di sicurezza può avvenire solo in termini molto limitati. I miracoli non possiamo farli”.

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Redazione