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“Gli Dei ritornano”: i Bronzi di San Casciano in mostra ad Aquileia fino a marzo 2026

“Gli Dei ritornano”: i Bronzi di San Casciano in mostra ad Aquileia fino a marzo 2026
  • PubblicatoDicembre 4, 2025


La mostra “Gli Dei ritornano. I Bronzi di San Casciano” arriva al Museo Archeologico Nazionale di Aquileia dopo le edizioni allestite nelle prestigiose sedi del Palazzo del Quirinale, del Museo Archeologico Nazionale di Napoli, del Museo Archeologico Nazionale di Reggio Calabria e della James-Simon-Galerie di Berlino.

La mostra, a cura di Massimo Osanna e Jacopo Tabolli, è dedicata a una delle più importanti scoperte archeologiche degli ultimi decenni: lo straordinario santuario termale etrusco-romano di San Casciano dei Bagni, in provincia di Siena.

Si tratta di un importante evento espositivo organizzato grazie alla collaborazione tra la Direzione Generale Musei del Ministero della Cultura, la Direzione Generale Archeologia Belle Arti e Paesaggio, la Soprintendenza Archeologia Belle Arti e Paesaggio per le province di Siena, Grosseto e Arezzo, l’Università per Stranieri di Siena e il Comune di San Casciano dei Bagni.

A partire dall’apertura del 4 dicembre 2025 e fino all’8 marzo 2026, al pubblico del Museo Archeologico Nazionale di Aquileia vengono presentati gli straordinari ritrovamenti effettuati nel santuario termale di San Casciano dei Bagni: il più grande deposito di statue in bronzo di età etrusca e romana mai scoperto nell’Italia antica.

L’esposizione permetterà di ammirare un nucleo di oltre trecento reperti, frutto delle campagne di scavo condotte tra il 2022 e il 2024 nel sito archeologico del Bagno Grande dall’Università per Stranieri di Siena, in collaborazione con la Soprintendenza Archeologia Belle Arti e Paesaggio per le province di Siena, Grosseto e Arezzo e il Comune di San Casciano dei Bagni.

Il suggestivo allestimento all’interno dei nuovi depositi del Museo Archeologico Nazionale di Aquileia arricchisce il percorso espositivo con le novità delle ultime campagne di scavo, esposte per la prima volta in Italia. Gli straordinari reperti raccontano secoli di devozione e di preghiere in un luogo caratterizzato dalla presenza di acque calde, che ha mantenuto nel nome la memoria della vocazione termale di questo territorio.

Donne e uomini, adulti e bambini, di culture e lingue diverse, hanno frequentato e condiviso lo stesso santuario, la cui sacralità era strettamente legata alla presenza di acque termali dalle spiccate qualità terapeutiche.

Proprio il tema del contatto, dello scambio e delle contaminazioni tra culture sarà la chiave di lettura dell’edizione aquileiese della mostra, che si inserisce nel quadro delle iniziative programmate nell’ambito delle celebrazioni di GO!2025 – Nova Gorica-Gorizia Capitale Europea della Cultura 2025, arricchendo il palinsesto degli eventi grazie all’alto profilo scientifico del progetto curatoriale e allo straordinario valore documentario dei reperti.

Il percorso espositivo
Il progetto della mostra inserisce il deposito votivo del Bagno Grande all’interno di un ampio contesto storico e territoriale: lungo il percorso il visitatore scopre una moltitudine di luoghi sacri che aiutano a comprendere la complessità di un vasto territorio collocato tra Toscana, Umbria e Lazio, spaziando dall’età del Bronzo Recente, alla fine del XIV secolo a.C., al periodo tardoantico, IV secolo d.C. Decine di statue e statuette raffiguranti le divinità venerate nel luogo sacro o i fedeli dedicanti, centinaia di monete in bronzo ed ex-voto anatomici scoperti all’interno della vasca sacra, databili soprattutto tra il II e il I secolo a.C., narrano storie di devozione e di riti svolti per chiedere alle divinità la salute o per ringraziare di una guarigione. Di particolare interesse sono le lunghe iscrizioni in etrusco e latino presenti sulle statue, che restituiscono nuovi dati sul rapporto tra Etruschi e Romani, sui culti presso le sorgenti termali e sulle divinità qui venerate, in un periodo storico di grandi trasformazioni che vide la definitiva romanizzazione delle potenti città etrusche. Il Capo Dipartimento per la Tutela del Patrimonio Culturale del MiC, Luigi La Rocca, sottolinea come il rinvenimento dello straordinario contesto di Bagno Grande sia il risultato di un lungo percorso che affonda le sue radici nel Rinascimento, quando i primi studi sulle proprietà terapeutiche delle acque minerali portarono alla riscoperta dell’area. Il rinnovato interesse per il sito si deve poi all’attività di tutela condotta tra il 2016 e il 2017 dalla Soprintendenza, che ha avviato le indagini oggi coordinate dall’Università per Stranieri di Siena sotto la direzione del prof. Jacopo Tabolli. Ogni oggetto rinvenuto documenta la complessità delle pratiche rituali legate alla salute e alla guarigione presso il santuario dedicato alla fonte calda, il Flere Havens, accanto a divinità come Esculapio, Igea, Apollo, Iside e Fortuna. Le scoperte del santuario hanno già avuto grande risonanza in Italia e all’estero; la tappa di Aquileia rappresenta un’ulteriore fase di diffusione della conoscenza, in attesa del completamento del Museo Archeologico Nazionale di San Casciano e del Parco Archeologico Termale. Il Direttore Generale Musei, Massimo Osanna, evidenzia come questa mostra consenta di presentare al pubblico le acquisizioni più recenti delle campagne di scavo, valorizzando il dialogo culturale tra San Casciano e Aquileia. La Sindaca di San Casciano dei Bagni, Agnese Carletti, esprime l’orgoglio della comunità per questo importante percorso che accompagna i bronzi verso il loro ritorno definitivo. Il Rettore dell’Università per Stranieri di Siena, Tomaso Montanari, sottolinea l’importanza del Bagno Grande come luogo simbolo di coesistenza tra Etruschi e Romani. Jacopo Tabolli evidenzia come l’ultima edizione della mostra presenti per la prima volta in Italia i reperti delle campagne del 2024, tra cui un raro torso maschile in bronzo, una figura femminile offerente, una statua di infante con palla e cinque serpenti in bronzo legati al simbolismo della sorgente. Il progetto di allestimento è di Chiara Bonanni e Guglielmo Malizia, che hanno reinterpretato gli spazi dei depositi museali per inserire una mostra di respiro internazionale. La mostra è promossa dal Ministero della Cultura e realizzata dalla Direzione Generale Musei del MiC con il Museo Archeologico Nazionale di Aquileia. La Fondazione Aquileia cura una proiezione in videomapping sulla facciata del museo nel periodo natalizio. RAI Storia ha realizzato un nuovo video introduttivo tratto dal documentario “In carne e bronzo”.

Le attività educative
Numerosi eventi rivolti a diverse fasce di pubblico accompagneranno la mostra, con conferenze, convegni, percorsi tematici per adulti e bambini, attività per le scuole inserite nel progetto EducA e un activity book gratuito per le famiglie. La mostra sarà visitabile dal martedì alla domenica dalle 10.00 alle 19.00, con chiusura della biglietteria alle 18.00. Promoturismo FVG propone visite guidate su prenotazione il sabato, la domenica e nei giorni festivi alle 10.30 e alle 15.00.

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Redazione