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Gli studenti di Siena votano il Parco Colle del Pionta tra i “luoghi del cuore” FAI

Gli studenti di Siena votano il Parco Colle del Pionta tra i “luoghi del cuore” FAI
  • PubblicatoLuglio 23, 2026

La classifica dei “luoghi del cuore” più votati a oggi, a due mesi dal lancio della 13a edizione del censimento del FAI-Fondo per l’Ambiente Italiano con Intesa Sanpaolo, offre la mappa per un inedito viaggio in un’Italia da riscoprire, paesaggi e monumenti poco conosciuti, lontani dalla ribalta delle mete più rinomate e turistiche e per questo più autentici e sorprendenti: luoghi custodi di un patrimonio ambientale e culturale straordinario e quasi inesplorato, a torto ritenuto “minore”, che merita di essere tutelato e valorizzato perché continui a incarnare l’identità del nostro Paese.

Da metà maggio sono arrivati già 350.000 voti, tra i quali oltre 62.000 quelli cartacei trasmessi al FAI entro il 6 luglio e conteggiati per questo primo aggiornamento. Per partecipare e contribuire a dare un futuro ai propri “luoghi del cuore” basta un click su www.iluoghidelcuore.it o una firma sui moduli cartacei nei punti di raccolta organizzati dai comitati promotori. Possono essere votati tutti i luoghi che si desidera fino al 15 dicembre.

Uno dei luoghi più votati è il “polmone verde” di Arezzo, che gli studenti di Siena vogliono tutelare. Il Parco Colle del Pionta ad Arezzo nel 1896, per la vicinanza alla città, ma da essa sufficientemente separato, fu scelto per la costruzione del complesso manicomiale cittadino. Nel corso di circa un decennio, l’area, che era stata nell’Alto Medioevo cittadella fortificata extra moenia, cuore del potere civile ed ecclesiastico dei Vescovi-Conti di Arezzo, abbandonata nel 1203 e demolita dai Medici nel 1561, verrà così trasformata in un avanzato centro di cura, ambientato in una duplice sistemazione esterna a parco urbano, nella parte rivolta verso la città e ad area rurale, secondo le teorie che già all’epoca vedevano nell’immersione nella natura un elemento di benessere e cura. L’ampia area rurale, in particolare, secondo i principi dell’ergoterapia – ovvero della “terapia occupazionale” – fu impiantata con uliveto, vigneti, campi coltivati a ortaggi e cereali, serre per la floricoltura e l’allevamento di animali, strutturata come sorta di villaggio rurale, nel tentativo di dissimulare la funzione terapeutica e coercitiva in un’ambientazione “domestica”. Era dunque una piccola azienda produttiva, per il sostentamento interno, ma anche a vantaggio della collettività. Trasformato nel 1926 in ospedale neuropsichiatrico, danneggiato dai bombardamenti della Seconda Guerra Mondiale e chiuso definitivamente nel 1990, il complesso ospita da oltre 25 anni una serie di attività didattiche e di ricerca dell’Università di Siena, funzioni che hanno mantenuto in vita gran parte degli edifici e degli spazi a giardino. Con i suoi 12 ettari, è uno dei più importanti polmoni verdi della città, che ancora conserva i resti del Duomo Vecchio, le cui fondamenta sono state riportate alla luce grazie a uno scavo condotto dall’Università. La raccolta voti è promossa dallo stesso Ateneo senese, in collaborazione con i volontari FAI di Arezzo, con l’obiettivo di favorire la tutela e la valorizzazione del parco.

La XIII edizione de “I Luoghi del Cuore” si svolge con il Patrocinio del Ministero della Cultura.

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Redazione