Ipotesi nuovo Cas per migranti a Costalpino, no secco del Comune: “Già fatto il massimo”
Negli ultimi giorni a Siena, è emersa la possibilità di aprire un centro di accoglienza straordinario nella ex casa di riposo “Casa Annamaria”, a Costalpino, gestita dalla diocesi locale, per accogliere i migranti che ancora non hanno trovato una sistemazione (al momento nel capoluogo sono circa 60).
Sul tema si è opposto, in maniera chiara, il Comune di Siena. “La presunta apertura di un nuovo Centro di Accoglienza Straordinaria in località Costalpino, per quanto di competenza dell’amministrazione, è una soluzione irricevibile”, sottolinea il Sindaco di Siena, Nicoletta Fabio.
“Non sono in discussione valori come rispetto e accoglienza – prosegue –, ma il Comune di Siena e la comunità locale, anche in rapporto alla propria cittadinanza, si adoperano già moltissimo su questi aspetti, diversamente da altre amministrazioni della provincia che peraltro non accolgono nemmeno una struttura Cas. Un impegno preciso, chiaro e netto e non una generica rassicurazione: l’amministrazione comunale, in ordine alle strutture di accoglienza straordinarie, ha già posto in essere quanto era possibile fare, mettendo a disposizione un immobile a Montalbuccio nei locali dell’ex scuola elementare. Si tratta del massimo possibile ed è anche la ragione in forza della quale già molti mesi fa ritenemmo del tutto improcedibile l’ipotesi di realizzare un Cas in via Bologna, in località Acquacalda”.
“Per le stesse identiche ragioni e motivazioni, per quanto di nostra competenza – conclude il Sindaco -, riteniamo inopportuno pensare all’apertura di un Cas in località Costalpino. Esprimeremo in ogni sede e modo la nostra contrarietà rispetto a questa soluzione, che ci risulterebbe essere stata ipotizzata da un soggetto quale la Caritas. Un ente con cui il Comune ha da anni una costante collaborazione istituzionale, ma che su questo tema ha agito in maniera unilaterale, senza coinvolgere l’amministrazione che resta fortemente contraria anche solo all’ipotesi di altri centri nel territorio. Siena ciò che deve fare per l’accoglienza lo ha fatto e non può andare oltre”.
Per la Lega Siena l’argomento è “da monitorare con la massima attenzione, senza, però, come qualche movimento politico pare intenda fare, creare, fin da subito, un eccessivo allarmismo fra i residenti. Parliamo di un piccolo centro abitato di circa 800 anime: è chiaro che ospitare, improvvisamente, tutte queste persone, significa modificare la vita di una comunità, creando potenziali problemi di sicurezza, gestione e vivibilità. Noi auspicavamo una destinazione diversa dell’immobile, ma la decisione della Proprietà è andata in quella direzione e dobbiamo prenderne atto. Com’è noto, la nostra priorità è, da sempre, quella di tutelare primariamente le nostre comunità e gli anziani in particolare. Riguardo a tale questione, dunque, non abbasseremo la guardia, pretendendo che vengano pienamente assicurate le vigenti norme di sicurezza in presenza d’immigrati. La vita dei residenti non deve, infatti, essere minimamente stravolta dall’arrivo di questi nuovi ospiti”.
Sul tema interviene anche Patto per il Nord – Siena. “Apprendiamo con forte preoccupazione dell’ipotesi di realizzare un CAS nell’ex casa di riposo Casa Annamaria, in via Grossetana, a Costalpino. Si tratterebbe dell’ennesima decisione presa sopra la testa dei cittadini, senza alcun confronto con il territorio e con i residenti. Per Patto per il Nord questo metodo è semplicemente irricevibile. Le comunità locali non possono essere considerate luoghi dove collocare strutture di questo tipo senza trasparenza e senza il coinvolgimento di chi ne subirà le conseguenze. Ancora una volta sembra prevalere una logica che considera l’accoglienza anche come un’opportunità economica per i gestori, mentre gli effetti sul territorio ricadono sui cittadini. È una deriva che respingiamo con decisione. Chiediamo che venga fatta immediatamente chiarezza e che sia garantita la massima trasparenza sull’eventuale progetto, rendendo pubblici tempi, modalità, numeri e soggetti coinvolti. Costalpino merita rispetto. Non dimentichiamo che già durante la Giunta Cenni il quartiere fu interessato dal trasferimento, presso la casa di accoglienza per giovani madri, di cittadini di etnia slava provenienti dall’ex deposito ACI di viale Sardegna. Oggi, ancora una volta, i residenti rischiano di trovarsi di fronte a scelte calate dall’alto. I cittadini devono essere ascoltati prima, non informati quando le decisioni sono già state prese”.

