Mps, primo segnale dal cda: “Proposta di Bpm non sollecitata, offerta di Intesa non concordata”
Monte dei Paschi prende tempo e mette subito due punti fermi: la proposta di Banco Bpm non è stata sollecitata da Rocca Salimbeni, mentre l’offerta di Intesa Sanpaolo non è concordata. È quanto emerge dalla nota diffusa da Mps al termine del consiglio di amministrazione riunitosi oggi, in una seduta già calendarizzata.
Mps spiega che procederà, nel rispetto delle leggi e dei regolamenti, alla valutazione di entrambe le operazioni. Da una parte c’è la proposta di possibile aggregazione con Banco Bpm, definita appunto dalla banca “non sollecitata”. Dall’altra l’Opas promossa da Intesa Sanpaolo, indicata, si diceva, come “non concordata”.
In termini semplici, significa che Mps esaminerà le due iniziative, ma chiarisce che non sono nate da un accordo preventivo. Rocca Salimbeni quindi non dà al momento alcuna indicazione di adesione o preferenza, ma apre una fase di valutazione formale.
La banca sarà assistita dagli advisor finanziari Ubs Europe e BofA Securities e dagli advisor legali BonelliErede e White & Case.
Nella stessa nota, Mps conferma inoltre che tutte le attività di integrazione con Mediobanca procedono in linea con quanto già annunciato.
Intanto sul tema interviene la presidente della Provincia di Siena Agnese Carletti. “Nel rispetto della piena autonomia degli istituti bancari coinvolti, esprimo preoccupazione ed auspico che ogni operazione considerata strategica continui a svolgersi nel pieno rispetto dell’integrità e del radicamento territoriale, della tutela dei dipendenti e della salvaguardia del marchio di MPS – si legge in una nota – i sacrifici fatti dai dipendenti negli anni del risanamento, iniziato nel 2022 con il Governo Draghi, sono stati enormi e non possono essere vanificati oggi. Parliamo di lavoratrici e lavoratori che hanno sorretto l’istituto nei momenti più difficili della sua storia recente. Come ente territoriale di riferimento, nel ringraziare le lavoratrici e i lavoratori e confermando piena fiducia nel lavoro del management, monitoreremo con attenzione gli sviluppi futuri, perché la Banca possa continuare a mantenere qui il riferimento direzionale e quel valore sociale nel rapporto con le imprese locali, i risparmiatori e le famiglie, irrinunciabile dopo la conclusione del processo di ristrutturazione e risanamento. Si tratta dell’industria più grande della Toscana, e siamo pronti a rappresentare al Mef e agli enti regolatori il valore economico del territorio”.cristiano.pellegrini@provincia.siena.it

