Nelle Langhe e a Rapolano Terme la sfida creativa che racconta le comunità e il loro territorio
Rapolano Terme sarà per la prima volta Comune ospite del Piemonte Documenteur Film Fest, l’unico festival italiano e il primo europeo interamente dedicato al mockumentary, il falso documentario. Dal 22 al 29 agosto il borgo termale parteciperà fuori concorso all’edizione 2026, intitolata “Il diavolo veste fake”, ospitando la troupe formata da Luca Penserino, Matteo Chenna, Fabrizio Lombardi e Marco Zoppi. I quattro cineasti saranno impegnati nella realizzazione di un falso documentario dedicato al territorio, alle sue storie e alla sua comunità.
Il festival coinvolgerà anche Monforte d’Alba, Murazzano, Roddino, Rodello e Bene Vagienna, dove cinque troupe si sfideranno in una competizione cinematografica di 120 ore. Tra storie improbabili, riprese, colpi di scena ed energia creativa, registi, montatori e sceneggiatori dovranno realizzare il mockumentary più originale e convincente, valorizzando allo stesso tempo i borghi e le comunità che li accoglieranno.
Queste le squadre di registi, montatori e sceneggiatori in arrivo tra i paesaggi UNESCO delle Langhe:
- Alessandro Garelli, Mattia Capone e Matteo Maggi, troupe assegnata a Monforte d’Alba;
- Sonia Iacobone, Jessica Rodinò e Maura Bruno, troupe assegnata a Bene Vagienna;
- Domenico Bruzzese, Bruno Ugioli e Mauro Mola, troupe assegnata a Murazzano;
- Giacomo Sassi, Kevin Varbaro e Alice Rigosa, troupe assegnata a Roddino;
- Gregorio Audasso, Giulio Angelino e Fabio Migliorini, troupe assegnata a Rodello.
Il Piemonte Documenteur Film Festival, creato nel 2009 da Carlotta Givo e diretto oggi da Ilaria Chiesa, nasce e si sviluppa da sempre intorno alle comunità che lo ospitano, in una sinergia che, oltre ad animare i borghi, consente di valorizzarne storie e aspetti culturali e sociali attraverso i racconti originali realizzati dalle troupe. È così anche per la collaborazione con la cooperativa La Perla, grazie alla quale tutti i gadget e i materiali destinati alle troupe sono stati realizzati dai detenuti del carcere di Fossano.
«Abbiamo accettato volentieri il progetto del PDFF qualche anno fa e siamo orgogliosi di essere un po’ i padroni di casa insieme all’organizzazione – afferma Livio Genesio, sindaco di Monforte d’Alba, in rappresentanza degli altri primi cittadini dei comuni piemontesi coinvolti nel PDFF –. Il Festival è un’esperienza bellissima perché coinvolge le diverse comunità, che diventano attori e vivono la settimana insieme alle troupe: difficilmente accadrebbe fuori da questa cornice. Con questa occasione, invece, le persone si trovano davanti alle telecamere e prendono anche coraggio: è l’intera comunità che si ritrova unita per inventare un falso. È una bella sfida, goliardica e genuina, tra paesi, e questo rende tutto ancora più bello. Ci auguriamo che il PDFF possa diventare sempre più grande e conosciuto, non solo in Italia».
La partecipazione di Rapolano Terme rappresenta la principale novità dell’edizione 2026 e segna il primo approdo del Festival oltre i confini del Piemonte. La troupe ospite lavorerà alla creazione di un falso documentario realizzato appositamente nel territorio rapolanese.
«La collaborazione con il Piemonte Documenteur Film Fest rappresenta un’opportunità innovativa e insolita per far conoscere Rapolano Terme, la sua storia, il suo territorio e le sue eccellenze attraverso il linguaggio originale del mockumentary – afferma Giulia Russo, assessora di Rapolano Terme con delega al turismo –. Siamo entusiasti di essere stati scelti come “Comune ospite” e di poter accogliere per alcuni giorni una troupe di quattro giovani, che realizzerà le riprese sul nostro territorio e soggiornerà alla Grancia. Durante la permanenza rapolanese, i componenti della troupe saranno accompagnati da alcuni volontari locali, così da conoscere e coinvolgere la nostra comunità. Ci auguriamo che questa esperienza sia soltanto l’inizio di una collaborazione lunga e proficua e che, magari, possa portarci un giorno a ospitare proprio a Rapolano Terme un’edizione speciale del Festival. Ringrazio gli organizzatori, il Teatro G. Verdi di Serre di Rapolano, che ha reso possibile questa iniziativa mettendoci in contatto con loro, e la sezione soci Coop, che offrirà alla troupe i buoni pasto per i giorni di permanenza».
I ciak si attiveranno al Teatro comunale di Monforte d’Alba venerdì 22 agosto alle ore 9.30, con l’apertura ufficiale del Festival e l’avvio della competizione cinematografica di 120 ore. Le troupe saranno impegnate per tutta la settimana tra storie da cercare, idee da sviluppare e progetti da realizzare. La gara si concluderà con la consegna dei cortometraggi, che saranno proiettati all’Auditorium Horszowski di Monforte d’Alba durante la serata finale del Festival, in programma sabato 29 agosto alle ore 21.
“Il diavolo veste fake” è il titolo scelto per l’edizione 2026, con un richiamo ironico a uno dei tormentoni cinematografici dell’anno. Professionalità e ironia saranno la trama di storie inventate capaci di sembrare vere e di vicende tanto improbabili da apparire possibili, prima di rivelare la propria natura goliardica. Tra verità ambigue trasformate in scherzi, resterà comunque qualcosa di autentico: personaggi, paesaggi, tradizioni e caratteristiche dei borghi che, insieme alle troupe, giocheranno per tutta la settimana a creare il falso documentario più credibile e originale.
Come ogni gara, anche il PDFF assegnerà diversi riconoscimenti. La menzogna meglio travestita da verità si aggiudicherà il premio della giuria del valore di 3 mila euro. A valutare i lavori sarà una giuria formata da Paola Ruggeri, legata a Mediaset, Milano Film Fest, Università Cattolica del Sacro Cuore, Il Cinemino e Associazione SeiSeneca; Paola Piacenza, giornalista del “Corriere della Sera” e “Io Donna” e filmmaker; e Fabrizio Dividi, giornalista del “Corriere Torino”.
È previsto anche il premio distribuzione, che comprende un anno di distribuzione offerto dal partner ShortsFit Distribution attraverso Lucila Riggio. A questo si aggiunge il premio della stampa del territorio, del valore di 300 euro, assegnato al mockumentary capace di raccontare meglio il luogo che lo ha ispirato. La giuria della stampa sarà composta da Daniela Scavino de “La Stampa Cuneo”, Daniele Caponnetto di “Torino Oggi”, “TargatoCn” e “La Voce di Alba”, Giuseppe Amorisco di “Cuneo24” e Andrea Olimpi della “Gazzetta d’Alba”. Non mancherà, infine, il premio del pubblico.
Per l’edizione 2026 tornerà anche l’accredito, realizzato in collaborazione con il Centro Nazionale del Cortometraggio, per lo ShorTO Film Market di Torino e assegnato da Elena Ciofalo: un’occasione per entrare in contatto con i professionisti del cinema e favorire la diffusione dei lavori realizzati. Grazie ad AIACE Valle d’Aosta, inoltre, uno dei mockumentary del PDFF, scelto da Alessia Gasparella, arriverà sul grande schermo del Bref International Short Film Festival, il primo festival interamente dedicato al cortometraggio in Valle d’Aosta.
Il PDFF non è soltanto una gara cinematografica, ma anche un’opportunità per conoscere e promuovere comunità, borghi e paesaggi. Nel corso delle riprese, infatti, le troupe potranno coinvolgere come attori esclusivamente le persone che vivono nel borgo assegnato e le attività commerciali del comune, trasformando il falso documentario in uno strumento alternativo di racconto e valorizzazione del territorio.
Sabato 29 agosto, in occasione della chiusura del Festival, Monforte d’Alba ospiterà un ricco calendario di iniziative. Alle ore 15 si terrà il laboratorio per bambini curato dal Collettivo Tipo; dalle ore 19 sarà attivo lo street food della Pro loco di Monforte d’Alba; alle ore 19.15 spazio a “PDFF… on music!”, con mini concerti di cantautori indipendenti a cura di OTR Radio; mentre alle ore 20.20 è previsto lo spettacolo di magia di Gabriele Rigo. Alle ore 21 inizierà la finale all’Auditorium Horszowski di Monforte d’Alba, in via del Carretto 16. L’ingresso sarà libero e gratuito, fino a esaurimento dei posti a sedere disponibili.

