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Prescrizione sociale, da Siena una delle prime sperimentazioni toscane di un nuovo modello di welfare di comunità

Prescrizione sociale, da Siena una delle prime sperimentazioni toscane di un nuovo modello di welfare di comunità
  • PubblicatoOttobre 16, 2026

Si è svolto oggi, alla sede operativa della Misericordia di Siena, l’incontro “A ciascuno il suo – La prescrizione sociale come strumento di welfare culturale e di comunità”, dedicato a uno dei temi più innovativi nel rapporto tra salute, territorio e comunità.

L’appuntamento ha riunito rappresentanti del mondo della ricerca, delle istituzioni, del terzo settore e del welfare culturale per fare il punto sulle esperienze già avviate e sulle prospettive di sviluppo della prescrizione sociale in Toscana. Siena si conferma così tra i territori toscani che stanno muovendo i primi passi nell’applicazione concreta della prescrizione sociale, un modello che mette in relazione i bisogni delle persone con le risorse culturali, sociali, sportive e associative presenti nella comunità.

Un confronto che arriva in una fase particolarmente significativa: la prescrizione sociale sta acquisendo uno spazio crescente anche nel percorso istituzionale regionale e le nuove linee di indirizzo della Toscana riconoscono il ruolo del Link Worker, figura chiamata a mettere in collegamento le persone con le opportunità non sanitarie disponibili sul territorio.

“La prescrizione sociale sta ricevendo un’attenzione crescente a livello internazionale perché introduce un modo diverso di guardare al benessere delle persone”, ha sottolineato Isabel Farina del Politecnico di Milano, formatrice del progetto

Il progetto “A ciascuno il suo”, sviluppato dalla Misericordia di Siena nell’ambito del bando “Vie d’uscita culturali” di Fondazione Monte dei Paschi di Siena, nasce infatti con un duplice obiettivo: diffondere la conoscenza della prescrizione sociale e coinvolgere nuovi volontari in questo modello di welfare.

A offrire un ulteriore punto di vista è stata Paola Bulletti di Fondazione Monte dei Paschi di Siena, che ha presentato l’esperienza del Community Hub Culture Ibride, nato nel 2018 come laboratorio permanente di progettazione partecipata, innovazione sociale e welfare culturale. “Il ruolo della Fondazione non si esaurisce nel sostegno economico – ha evidenziato Bulletti – ma consiste anche nel creare relazioni, accompagnare le organizzazioni, favorire il confronto tra soggetti diversi e costruire condizioni perché le progettualità possano diventare durature”.

Una sperimentazione che parte da un principio condiviso emerso durante l’incontro: la salute non dipende soltanto dalle cure sanitarie, ma anche dalla qualità delle relazioni, dalla possibilità di partecipare alla vita della comunità, dall’accesso alla cultura, allo sport e alle occasioni di socialità. Ed è proprio nel mettere in relazione queste risorse con le persone che ne hanno più bisogno che la prescrizione sociale può diventare uno degli strumenti attraverso cui costruire un welfare sempre più vicino ai territori e alle comunità.

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Redazione