Tadej Pogačar imperatore delle terre senesi: quarta vittoria a Strade Bianche e record assoluto
Tadej Pogačar è il dominatore della ventesima edizione delle Strade Bianche e diventa così l’imperatore delle terre senesi. Per il fuoriclasse sloveno è la quarta vittoria, record assoluto per la corsa. Pogačar aveva già trionfato nel 2022, nel 2024 e nel 2025.
Stavolta ha tagliato per primo il traguardo in Piazza del Campo, attaccando a testa bassa a settantotto chilometri dall’arrivo e trasformando poco dopo la gara in un monologo. Ad accompagnare il suo assolo il sostegno degli appassionati e le bandiere della Slovenia. Il pathos e la suspense delle Strade Bianche si spengono presto: Pogačar accumula vantaggio sui suoi inseguitori chilometro dopo chilometro, arrivando a guadagnare un minuto e venticinque secondi di margine in poco tempo.
Alle sue spalle la corsa si trasforma presto in una battaglia per il podio. A inseguire lo sloveno si formano diversi gruppetti, ma nessuno riesce davvero a riavvicinarsi al campione del mondo. A giocarsi le posizioni d’onore sono soprattutto il francese Paul Seixas della Decathlon CMA CGM Team e il messicano Isaac Del Toro, compagno di squadra di Pogačar alla UAE Team Emirates-XRG.
Nel finale Seixas riesce ad avere la meglio su Del Toro e conquista il secondo posto, mentre il messicano chiude terzo a poco più di un minuto dal vincitore. Alle loro spalle arriva Romain Grégoire, quarto, davanti al belga Gianni Vermeersch della Red Bull–BORA–hansgrohe.
La gara si era accesa progressivamente sugli sterrati delle Crete Senesi, dopo una prima parte animata da una fuga di nove corridori che aveva accumulato oltre un minuto di vantaggio sul gruppo. Con l’avvicinarsi del settore decisivo di Monte Sante Marie, però, la UAE Team Emirates ha aumentato il ritmo preparando il terreno all’attacco del suo capitano.
Quando Pogačar ha accelerato la corsa ha cambiata volto. Solo Seixas ha provato inizialmente a reagire, ma lo sloveno ha rapidamente preso il largo.
Negli ultimi chilometri il campione del mondo ha amministrato il vantaggio senza mai dare l’impressione di poter essere ripreso, affrontando da solo gli ultimi settori di sterrato e l’ingresso a Siena prima di alzare le braccia al cielo in Piazza del Campo.

