L’Università di Siena protagonista a Maker Faire Rome 2026 con tre progetti tra ricerca, innovazione e sostenibilità
L’Università di Siena ha partecipato all’edizione 2026 di “Maker Faire Rome”, la grande kermesse della tecnologia tenutasi presso la Fiera di Roma (23-25 ottobre 2026). L’Ateneo è stato presente con tre stand dedicati a raccontare storie di ricerca e innovazione sviluppate da ricercatrici e ricercatori dell’Ateneo. La presenza ha riscosso un notevole successo di pubblico, registrando un flusso costante di visitatori e favorendo proficue interazioni.
Tra le innovazioni presentate il progetto “P.Ri.S.Ma.MED 2” (Reuse of aquaculture shell Waste), sviluppato nell’ambito del programma Interreg Marittimo Italia-Francia, dal gruppo di ricerca composto da: Letizia Marsili, Enrica Franchi, Niccolò Della Giovampaola, Guia Consales e Lorenzo Minoia.
L’iniziativa intende valorizzare i rifiuti dell’ acquacoltura, in particolare i gusci delle telline
(Donax trunculus), trasformandoli in un abrasivo biogenico di carbonatodi calcio (CaCO₃)
alternativo alle microplastiche. Nell’ambito dell’azione pilota “Cosmesi Blu” e in collaborazione con Areaderma S.r.l., sono stati realizzati e presentati due prototipi di scrub cosmetici in gel – uno per il viso e uno per il corpo con differenti granulometrie -, affiancati da oggetti decorativi ottenuti dal riuso dei gusci di ostriche e mitili.
A Maker Faire anche il progetto brevettato “Dsup Pollen Shield for Earth & Space Crops“, curato da Giampiero Cai, Silvia Cantara, Claudia Ricci e Tommaso Regoli.
La ricerca impiega la proteina Dsup (Damage suppressor), isolata e clonata dal tardigrado, inserendola all’interno del polline vegetale per proteggerlo da radiazioni estreme e stress climatici e favorirne la germinazione. Agendo direttamente sul polline anziché sulla pianta edibile, la tecnologia garantisce la resa agricola in modo sicuro ed etico, rispondendo alle sfide della sicurezza alimentare sia nelle aree desertificate della Terra sia nell’esplorazione dello spazio profondo. Presso lo stand, i visitatori hanno potuto interagire direttamente con un clinostato 3D stampato su misura per la simulazione della microgravità.
Presentati a Maker Faire la “GDH LidArc Initiative” e lo spin-off neXst (Next-gen Archaeological Survey Technology), curati da Stefano Campana, con Federico Ugolini e Alessia Mandorlo.
Nato nel mese di giugno 2025 dall’esperienza pluridecennale del LAP&T (Laboratorio di Archeologia dei Paesaggi e Telerilevamento), lo spin-off sviluppa soluzioni automatizzate per il monitoraggio del patrimonio culturale tramite droni aerei, terrestri e subacquei integrati con sensoristica avanzata come LiDAR, magnetometria e intelligenza artificiale.
Nell’ambito della GDH LidArc Initiative, interamente finanziata dalla Hitz Foundation, il gruppo gestisce il telerilevamento ad altissima risoluzione per la diagnosi e la mappatura archeologica su scala globale in Europa, Africa, Asia e America.

